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ANCORA UN DETENUTO SUICIDA NEL CARCERE DI FOGGIA.

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Ancora un detenuto suicida nel carcere di Foggia. A denunciarlo è il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Si tratta di un 62enne di origini baresi, arrestato per maltrattamenti in famiglia e che avrebbe finito di scontare la sua pena nel 2027.

L’uomo si è tolto la vita impiccandosi alla finestra della stanza questa notte ed è stato ritrovato intorno alle 5 del mattino.

A quell’ora, denuncia il segretario nazionale del Sappe, Federico Pilagatti, «un solo agente deve gestire più sezioni detentive. Fino a qualche anno fa ci si indignava, ci si interrogava anche sui mass media nazionali, ora più niente: qualche riga nella cronaca locale ed avanti il prossimo. Eppure questo è l’ennesimo episodio di una tragedia continua che ha responsabilità precise», prosegue.

«Ci riferiamo alla politica e al Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) che nei fatti hanno smantellato la sicurezza nelle carceri e l’attività di controllo e gestione dei detenuti», spiega Pilagatti. «Da mesi se non anni, il Sappe denuncia la grave situazione di sovraffollamento del carcere di Foggia che è arrivato a più del 170% dei posti disponibili, nonostante i gravi eventi che due anni fa hanno portato all’evasione di 73 detenuti, a cui si contrappone la grave carenza di poliziotti che devono gestire più posti di servizio contemporaneamente», rimarca ancora il segretario nazionale.

«Da allora nessun intervento. Tutto ciò costringe i poliziotti a lavorare per 8, 12 ore continuative con carichi di lavoro massacranti in violazione di norme e leggi dello stato italiano. Ma è possibile che in un cosiddetto paese civile ci si indigni per un animale maltrattato, e nessuno si preoccupi di affrontare seriamente il problema delle carceri, diventate ormai una discarica sociale?», chiede in conclusione.


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