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VIESTE ANTICA/ CENNI STORICI SULLA DAUNIA E IL GARGANO (10)

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Con la conquista di Taranto (272 a. C.) i Romani potevano considerarsi padroni di tutta la Puglia (1). Anche la Daunia e il Gargano, quindi, passarono sotto il dominio di Roma, entrando così in ima nuova fase di civiltà: la civiltà greca, preesistente, che veniva a contatto con quella latina per prendere, poi, stabile dimora nell’articolato mondo romano.

Tuttavia, già in precedenza gli Apuli (2) avevano avuto contatti con Roma. Alla vigilia della guerra romanogai lo-ctrusco-sannitica (299-290 a. C.) essi erano, infatti, suoi alleati.

Ma, i primi veri rapporti con il mondo romano risal

ii) Nel 264 a. C., poi, i Romani estesero il loro dominio a tutta l’Italia peninsulare.

  • All’origine, antica popolazione italica stanziata nel territorio del Gargano e con il nome di Apulia, infatti, si designò dapprima la zona circostante il promontorio del Gargano; poi, quando gli Apuli si confusero con altri popoli, si indicò con tale nome il territorio compreso tra il Gargano, una linea che da Egnalia, sull’Adriatico, raggiungeva lo Ionio a Nord di Taranto, e, a Sud-ovest, il Sannio e la Lucania. La denominazione di Apulia, con riferimento a tutto il territorio pugliese, entrò nell’uso ufficiale solo sotto Tlmpero di Augusto, allorché la II regio comprese tutta la Puglia attuale e gran parte dellTrpinia (per Calabria si intendeva allora l’attuale Salento).

gono al tempo della seconda guerra sannitica (326- 304 a. C.), allorché gli Apuli, insieme con i Lucani ed altri popoli meridionali, furono alleati di Roma.

Con la conquista delle due rive dell’Adriatico (229- 228 a. C.), poi, la Daunia e il promontorio del Gargano entrarono definitivamente a far parte del mondo ro­mano.

La presenza di colonie e di alcune grandi arterie, che conducevano direttamente da Roma nell’Apulia, inoltre, favorì decisamente la completa romanizzazione della Daunia. Sicché relargizione, dopo la guerra sociale (90 a. C.), della cittadinanza romana alla società apula non poteva essere considerata come condizione di privilegio dagli abitanti delle città danne, già da tempo inseritosi nella circolazione economica e culturale dei Romani.

Le importanti città di Arpi, Luceria e Teanum Apulum contribuivano a mantenere Lordine e la sicurezza, mentre le altre, amministrativamente indipendenti, bat­tevano monete e mantenevano un attivo commercio con le altre regioni d’Italia.

Una nuova vita ebbe inizio per la Daunia con rim­pianto augusteo dell’Impero. Con la costituzione del- YApulia et Calabria in II regio, infatti, per la Daunia

si verificò una radicale trasformazione economica e sociale e, in seguito con l’espansione di Roma verso Orien­te, essa acquistò anche importanza e floridezza, che du­rarono per tutto il periodo dell’Impero (30 a. C.-476 d. C.).

E il Gargano? Quale fu nel saliente moto della civiltà romana la parte che ebbe il Promontorio?

È noto che le vie piane percorse dai traffici respinsero il Gargano nella sua naturale posizione di isola: delle grandi strade romane solo la Frentana toccava appena Sipontum, mentre le altre scendevano dritte, tagliando fuori tutto il Promontorio.

Malgrado ciò, però, il Gargano, che già aveva subito l’influenza della civiltà greca, non restò tagliato fuori dalla nuova civiltà, che assimilò fecondamente, anche se in maniera più lenta delle altre popolazioni, dal momento che fino ai primissimi giorni dell’Impero la totalità della vita cittadina continuò a sentirsi spiritualmente legata alla tradizione ellenistica.

Nè, peraltro, il Promontorio restò isolato economicamente. Sulle sue coste, infatti, fiorirono città di una qualche importanza, come Urium, Sipontum, Apeneste, Merinum.

I popoli garganici, a contatto col mare, come tutte le altre popolazioni rivierasche, svilupparono il loro commercio già fiorente precedentemente. Le relazioni con le altre città marittime italiche e con l’Oriente sono attestate da ceramiche e monete rinvenute in diverse località garganiche.

La maggior parte dovette, però, dedicarsi all’agricoltura e alla pastorizia, per la fertilità della terra, ricca anche di ottimi pascoli.

Anche il promontorio del Gargano, menzionato da illustri geografi, storici e scrittori, raggiunse il massimo splendore nel secolo di Augusto. Ricordato nei suoi centri principali (3) da Plinio il Vecchio e da Pomponio Porfìrione, vissuto tra il III e IV sec. d. C., è menzionato da due famosi autori latini dell’epoca augustea: Lucano (4) e Orazio.

A questa epoca appartengono numerose costruzioni, specialmente di indole pratica e per il benessere delle popolazioni.

  • Sipontum, Uria, portus Agasus, portus Garnae, ai quali bisogna aggiungere Apencste, Merinum e Matinum: furono questi i centri del Gargano che presero parte attiva alle vicende dei Romani.
  • Descrivendo l’uso del contadino pugliese d’incendiare le stoppie dopo la mietitura, il noto poeta accenna ai bagliori che i fuochi proiettavano sul Gargano (Phars. IX, 179-182).

Michele Potito

Giorgio Vario

Da Vieste Antica – 1970 –


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