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DOPO ELEZIONI MONTE S. ANGELO/  NELLA SCELTA TRA CONTINUITA’ E DISCONTINUITA’ I MONTANARI SCELGONO LA PRIMA

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Flop clamoroso di Scirpoli distanziato di 2000 voti. Alla vigilia avevano destano perplessità il nome (“a monte”) della lista degli scirpolaniela data di presentazione avvenuta venerdi’ 13 maggio (sic!)

Può una lista politica sperare di vincere una competizione elettorale scegliendo di presentarsi al popolo votante di venerdì 13 (Maggio)?

“No di certo” la risposta scontata degli scaramantici. Che– interrogati in proposito alla vigilia- avevano assicurato che Felice Scirpoli, l’ambizioso docente che puntava ad una “montagna (Monte) troppo alta da scalare”, così facendo, le speranze di farcela se l’era azzerate da solo ancor prima di cominciare. Ed infatti così è stato (ma non solo per quello, sia chiaro). Duemila i voti di scarto. Un abisso. Un flop clamoroso quello del docente. Pierpaolo d’Arienzo con la lista “Progetto comune con d’Arienzo sindaco” ha totalizzato 4.259 voti, pari al 65,69%.Felice Scirpoli con la lista “A Monte Scirpoli sindaco” ha invece totalizzato appena 2.224 voti pari al 34,31%.6.644 sono stati i votanti su 11.406 pari al 58.25% degli aventi diritto.

Domenica scorsa – alle elezioni comunali- l’elettorato locale ha assestato una sonora sberla al docente azzurro. Non preventivabile alla vigilia. Al di là del ruolo (o meno) giocato dalla scaramanzia (per chi ci crede, ovviamente), il dato elettorale che si ricava è che Monte Sant’Angelo, obiettivamente,“non è un paese per il centrodestra”. La lista sconfitta – va ricordato- assommava, oltre a Forza Italia, anche Lega e Movimento 5 stelle. Una debacle per tutti, insomma.

Dalle parti di “A Monte” (non si direbbe, ma è proprio il nome scelto per la lista dai seguaci di Scirpoli) nella lunga vigilia avevano incrociato le dita, anche se in verità nessuno li aveva costretti a scegliere proprio quel giorno (venerdì 13) -dai più considerato nefasto- per presentarsi al popolo.

Ma tant’è ….. il “tafazzismo” è sempre in agguato. Perché farlo? Cui prodest? è l’interrogativo che in tanti si sono posti. Ma si sa, il mondo è pieno di temerari che osano sfidare la superstizione solo per il gusto di farlo, anche se poi ci rimettono le penne (come in questo caso), mentre al contrario saggio è colui il quale ricorre ai dovuti scongiuri e preferisce non stuzzicare tutto ciò che ha a che fare con la scaramanzia…. Ma tant’è….

L’ufficializzazione della lista “A Monte”, per la città dell’Arcangelo, però aveva avuto il pregio, (l’unico tra l’altro) di azzerare la sconfortante e desolante realtà di un mese fa, quando in lizza c’era una sola lista (quella del sindaco piddino uscente) e dietro l’angolo aleggiava il concreto rischio di “un nuovo caso Vieste”, vale a dire elezioni nulle a causa del non raggiungimento del quorum dei votanti previsto dalla normativa (tanto è vero che in fretta e furia l’anno scorso nella perla del Gargano ne fu creata una seconda di lista allo scopo di garantire proprio la validità del duello elettorale).

La candidatura di Scirpoliaveva consentito la messa in onda di un duello, come dire, “salva democrazia” scoperchiando però nel contempo il tasto dolente e niente affatto edificante di un Comune che fa fatica a presentare più di una lista elettorale. Deficit da pluralismo elettorale (e democratico), si chiama.

Poco onorevole. Decisamente sconfortante per una comunità che cova ambizioni di rilancio.   

Detto ciò,la novità – e tutti ne erano consapevoli- della presentazione della seconda lista si esauriva tutta nella voltura dell’esito della gara elettorale che da “scontatissimo” passava a “meno scontato”. Tutto qui. Ed infatti così è stato.

Perché – e vadetto con estrema sincerità – il quadro, seppure leggermente scosso, alla fine restavaquello di fondo. Ovvero per intenderci (e ricorrendo ad una metafora ciclistica per capire i ruoli in campo) battistrada il supporter di Raffaele Piemontese, inseguitore (col fiatone) il docente azzurro.

E proprio così è andata. Lo schema era quello, non si scappava. L’avventura di Scirpoli si presentava oggettivamente in salita perché andava a scontrarsi con un gigantesco sistema di potere elettorale locale (con propaggini regionali) più che consolidato che prevede garanti politici altolocati e amministratori politici periferici fedeli e vincolati all’appartenenza partitica. Una roccaforte difficile da scardinare.

Sarebbe servito un miracolo. Che infatti non c’è stato (ma come poteva starci, se ti presenti di venerdì 13. Daje…). 

Ma al di là di come è andata a finire, la riflessione -l’ennesima ed ingombrante- che avanza e si fa spazio, sapete qual è?

Che per un avvenire migliore Monte Sant’Angelodeve aspettare il prossimo giro. Perché se l’alternativa a Scirpoliera quella (appunto)della riconferma del sindaco uscente (presentazione dei candidati effettuata di lunedì 16 maggio), uno che non ha certo brillato per capacità amministrativa in questi 5 anni, mentre ha stufato tutti sulla legalità con unanarrazione di parte, dove si spera di andare?

Allora non restache confidare nella (eventuale) benevolenza del Principe delle Milizie Celesti, l’unico in grado di “salvare” il paese.

Ecco la nuova composizione dell’assise montanara:

Pierpaolo d’Arienzo Sindaco eletto

Consiglieri di maggioranza

Palomba Rosa

Vergura Giovanni

Basta Maria Leonarda

Rignanese Generoso

Iaculli Antonietta

Armillotta Libera

De Padova Vittorio

Ciliberti Andrea

Ciuffreda Michele

Ciuffreda Mariligia

Masulli Antonio

Consiglieri di minoranza

Scirpoli Felice

Rignanese Angela Maria

Potenza Laura

Notarangelo Matteo

Totaro Felice

francesco trotta


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