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GIUSEPPE MARATEA PRESENTA IL SUO LIBRO. UNA VITA PER IL GIORNALISMO

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Francesco Maratea, tra Aventino, Liberazione e «tempi nuovi».

“Il “vecchio Gargano” malioso e labile come un sogno; alcune figure egemoni del secolo scorso, colte nei momenti di massimo splendore o di ineluttabile decadenza; i resoconti dell’inviato speciale alle conferenze internazionali con la partecipazione dei grandi della Terra; gli “editoriali” che scrutano i più inquietanti e appassionanti panorami: quelli della pace e della guerra, della faticosa costruzione dell’Europa e dell’instabile equilibrio delle Nazioni; gli anniversari che hanno segnato la Storia del nostro Paese; le testimonianze al “processo Matteotti”; e altro ancora.

Ho (ri)letto un migliaio di articoli di Francesco Maratea e, a malincuore, per questa silloge, ho dovuto ridurne il numero.

La selezione degli scritti apparsi, salvo diversa indicazione, nel “Messaggero” nell’arco di mezzo secolo (1922 – 1972) e scritti, per lo più, nell’immediatezza degli accadimenti, sul “tamburo”, come si diceva un tempo, appartiene a me e, naturalmente, è opinabile. Non saprò mai, purtroppo, se essa sarebbe stata approvata dall’Autore.

Gli articoli di giornale sono come la rosa di Malherbe e, come tutte le rose, durano lo spazio di un mattino.

Ho l’ambizione (l’illusione?), però, che raccolti in un volume, possano resistere un po’ di più”.

Giuseppe Maratea


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