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 “UN MILANESE DI PUGLIA”  DI MATTEO RIVINO  IL 3 AGOSTO A RODI GARGANICO

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A Rodi Garganico, alle ore 21 di Mercoledì 3 agosto 2022, in Largo Cairoli, sarà presentato “Un milanese di Puglia”, l’ultimo romanzo di Matteo Rivino (pubblicato Andrea Pacilli editore). A dialogare con l’autore il Dirigente scolastico Giuseppe D’Avolio, che focalizzando il tema del libro di Rivino cita una frase scritta alla fine degli anni ‘50 da Pier Paolo Pasolini:“Se nasci in un piccolo paese sei fregato, conti solo se vivi in un paese egemone”. E Milano in quegli anni era la città del boom economico che accoglieva e “milanesizzava” le più diverse intelligenze di giovani che dalle aree periferiche dell’Italia hanno lì trovato modo di potersi esprimere con passione, rigore morale e genuina semplicità. In questi tempi di confusione e di disillusione il romanzo di Matteo Rivino ci aiuta a ritrovare le nostre radici umane e culturali, che hanno fatto grande l’Italia. Superata la vecchia retorica della contrapposizione nord/sud, uomo/donna, giovani/vecchi, intellettuali/operai, siamo tutti accomunati da un’uguale responsabilità: dare ciascuno il meglio di sé senza nulla chiedere e nulla aspettarsi, rispettando le altrui opinioni e arricchendoci delle diversità, consapevoli di essere circondati da bellezze straordinarie, da architetture, opere d’arte e tradizioni popolari che tutto il mondo c’invidia. Matteo ci prende sotto braccio a ci accompagna a rivisitare “i sentimenti di una volta”, i luoghi sacri della Lombardia, del Gargano, della Puglia, a riscoprire il piacere della conoscenza, dell’amicizia, dell’armonia, per trasmettere ai nostri nipoti la testimonianza della nostra terrena felicità”.

Come preannuncia Rivino in un post su FB, “è il racconto di un giovane che lascia la Puglia verso Milano: vi trova lavoro, amore coronato dal matrimonio, si immerge a poco a poco nella nuova realtà, ne assorbe lo spirito, ne diventa parte. Non dimentica tuttavia la terra d’origine: come dice il titolo del romanzo, egli è un milanese di Puglia. E’ a tutti gli effetti un mio ringraziamento dell’autore a Milano, mia città d’elezione che mi ha fatto diventare quello che sono”.

Matteo Rivino, nato a Monte Sant’Angelo, vive dal 1961 a Milano, dove ha trascorso l’intera vita lavorativa come dirigente di aziende industriali. Attaccatissimo al suo paese d’origine, vi torna ogni anno, puntualmente, per le sue vacanze estive. Ha pubblicato romanzi storici e d’attualità, ma anche la storia della sua azienda milanese. Nel 2007, in collaborazione con Francesco Corbellini, ex presidente dell’ENEL, ha scritto, per la Sestante Edizioni di Bergamo, un volume dedicato alla vita della società GIE (Gruppo Industrie Elettromeccaniche per impianti all’estero SPA), di cui è stato dirigente per 25 anni. Il Gruppo, con sede a Milano, è stato ai vertici mondiali nel campo dei grandi impianti di produzione e distribuzione di energia elettrica. Come scrive in prefazione Luigi Iperti “la storia del GIE è un capitolo importante della storia dell’impiantistica italiana ed in particolare di quella storia, che ancora non è stata scritta, se non per occasionali capitoli, del lavoro appassionato di ingegneri, tecnici ed operai che hanno speso i loro anni migliori in giro per il mondo per contribuire a creare, attraverso gli impianti produttivi da loro costruiti, nuovi strumenti di progresso economico e sociale”. Il gruppo GIE era costituito da Ansaldo di Genova, Breda termomeccanica di Milano, Ercole Marelli & C. di Milano, Franco Tosi di Milano, Industrie elettriche di Legnano di Legnano, Italtrafo di Napoli, Magrini Galileo di Bergamo e Riva Calzoni di Milano.

Nel 2010, sempre per la Sestante Edizioni di Bergamo, Rivino ha pubblicato “La vita da prete di don Francesco”(don “Ciccio” Ciuffreda), parroco della Chiesetta e del rione Fosso di Monte Sant’Angelo, che ”ha umanizzato il soprannaturale a beneficio del prossimo, cui ha dedicato la vita“. Ancora nel 2010, per Seneca Edizioni di Torino, l’Autore scrive il suo primo romanzo storico “Ai confini del Reame”. La vicenda si svolge a Monte Sant’Angelo ai confini, appunto, del regno di Napoli, al tempo di Ferdinando IV di Borbone.

Il secondo romanzo storico di Rivino “Corre il tempo”, edito da Schena, segue le vicende della cittadina garganica dal secondo decennio dell’ottocento fino ai giorni dell’Unità d’Italia e del brigantaggio postunitario, in un contesto storico riproposto con rigore.  I fatti personali e familiari dei protagonisti s’intrecciano con quelli collettivi, all’ombra della basilica di San Michele, al cui culto Monte Sant’Angelo deve la propria esistenza.

Il penultimo romanzo di Matteo Rivino “Cronaca nuda”, ha acceso i riflettori su un tema di grande attualità: la violenza contro le donne. Una storia familiare dal triste epilogo che si ripete.

Teresa Maria Rauzino


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