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ISCHITELLA – VENERDI’ 19 AGOSTO NELL’ATRIO DI PALAZZO VENTRELLA LA PRESENTAZIONE DI  “INEDITI SU PIETRO GIANNONE”, ATTI DEL CONVEGNO DEL 2017

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Dopo i saluti del sindaco Alessandro Nobiletti, oltre al curatore Giuseppe Laganella (giornalista e studioso di storia locale), interverranno gli autori che hanno partecipato al convegno e collaborato al volume: Teresa Maria Rauzino (presidente sezione Gargano nord Società Storia Patria della Puglia, Michele Eugenio Di Carlo (socio della medesima) e don Francesco Agricola. Modererà l’ incontro il giornalista Giuseppe Saldutto.

Anticipiamo l’abstract del volume, pubblicando la recensione di Lucia Lopriore:

“Giuseppe Laganella, nella sua prefazione, spiega i motivi che lo hanno stimolato ad approfondire lo studio della figura di Pietro Giannone, originario di Ischitella, avvocato di vasta cultura, protagonista del suo tempo, contrastato da chi avrebbe dovuto capire e sostenere i suoi principi.

Il testo racchiude interventi di vari studiosi. 

 Teresa M.Rauzino, nel suo contributo, si sofferma sul “Luogo della memoria ritrovato: Ischitella,  patria del Giannone”.  Il piccolo borgo contava allora soltanto 1235 abitanti;  dopo il sisma del 1646 erano rimaste in piedi solo 26 case, si era registrata la perdita di 96 persone. 

Nel 1674 i principi Pinto y Mendoza Capece Bozzuto, di origini portoghesi, grazie alle ingenti ricchezze accumulate nel tempo, acquistarono il feudo con relativo titolo.  

Pietro Giannone visse ad Ischitella per diciotto anni ma,  non dedicò molta attenzione alla sua cittadina, se non una pagina nella “Vita scritta da lui medesimo”. Varrebbe la pena chiedersi il perché… 

Tanti i punti d’interesse, nel saggio della Rauzino, che approfondiscono il contesto culturale del territorio garganico in cui nacque Giannone.

Giuseppe Laganella  si sofferma sulle sue ricerche genealogiche, mettendo in risalto la difformità nella trascrizione del cognome del Giannone. Attraverso la consultazione dei documenti rinvenuti presso vari archivi, riscontra che originariamente il cognome era “Iannone” e che solo successivamente viene trasformato in “Giannone”.

Michele Eugenio Di Carlo mette in luce le personalità di Pietro Giannone e di Celestino Galiani. Due persone native del territorio garganico che si sono distinte per le loro opere e per le idee. Se Galiani aveva agito con cautela evitando di esporsi, consapevole dei problemi a cui sarebbe andato incontro, il Giannone volle sostenere le proprie idee a prescindere dalle prevedibili conseguenze. La sua opera “Istoria civile del Regno di Napoli” non ebbe riscontri positivi e non trovò entusiastici consensi a causa dell’avversione della Chiesa, tanto che fu costretto a vivere in esilio dopo aver garantito ai suoi cari la sicurezza di una vita tranquilla. Al contrario Galiani ricoprì incarichi di prestigio, forte del fatto che seppe scegliere utili aderenze politiche ed ecclesiastiche.

Matteo Siena, (presidente sezione Gargano nord Società Storia Patria della Puglia, scomparso recentemente), argomenta sulla famiglia di Pietro Giannone tracciando un’accurata biografia. Non mancano le notizie genealogiche che impreziosiscono il contributo rendendolo unico.

In ultimo, il sacerdote Francesco Agricola pone in evidenza la religiosità del Giannone che muore a Torino, ultima tappa del suo esilio, munito di conforti religiosi. Quasi una contraddizione, se si considera che fu ritenuto anticlericale dai suoi contemporanei. 

Grazie all’impegno degli studiosi locali, sostenuti dalla Società di Storia patria del Gargano nord (di cui il compianto Matteo Siena è stato presidente), la  figura di Pietro Giannone è stata  portata  all’attenzione di tutti.

Lucia Lopriore

 Società di Storia Patria di Napoli


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