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VICO – GRAZIA D’ALTILIA NON È PIÙ TRA NOI

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Grazia D’Altilia ci ha lasciato prematuramente, lasciando un forte rimpianto nel mondo della cultura garganica che apprezzava le sue doti di sensibile poetessa e narratrice.

Scrive Francesco A. P. Saggese: “Cara Grazia, volevo ancora dirti che per me la tua scrittura sarà sempre fonte d’ispirazione. È stato un grande privilegio averti conosciuta. Le tue parole vivranno sempre nella parte migliore di me. Ti abbraccio”.

Nata a Huy (Belgio), il 31/12/1961 e residente a Vico del Gargano in provincia di Foggia, Grazia d’Altilia si raccontava cosi:

«Fino all’età di dieci anni, ho abitato in Belgio dove i miei figuravano come i “soliti” emigranti. Hanno avuto, però, la fortuna di ritornare a casa. Ed io, con il rientro definitivo in Italia, ho dovuto conoscerne una nuova, di casa. Il Gargano. A Vico del Gargano ho la mia famiglia, il mio lavoro (sono una logopedista ed ho conseguito il diploma di Counselling relazionale nel 2018). Qui svolgo attività di volontariato (faccio parte del gruppo Fratres che si occupa della donazione di sangue e dell’Associazione “I Bambini di Antonio Gallo” che opera in Uganda e con cui nel 2013 ho fatto una missione). Collaboro in manifestazioni culturali locali e per dieci anni ho fatto parte della Redazione di un giornale locale. Tra una cosa e l’altra cerco di ritagliare spazi per leggere e scrivere. Qualche volta partecipo a Concorsi Letterari e qualche volta ciò che scrivo piace e “vengo notata”. E allora salta fuori la possibilità di mettersi in viaggio, di conoscere luoghi e gente nuova, di confrontarsi, allargare gli orizzonti. Il mondo dell’inchiostro ha su di me un fascino particolare…mi incanta. È un rimescolio di pensieri ed emozioni: da comprendere nella lettura, da far comprendere con la scrittura. È anche così che il mondo mi sembra più mondo».

Grazia D’Altilia vinse, tra i tanti premi nazionali, il Premio letterario “Tratturo magno” con il racconto “Quel temporale del ’55″. Una narrazione che colpì molto la giuria che espresse la seguente motivazione : «C’è della poesia in questa prosa coinvolgente, che narra, attraverso pensieri dalle nuances sentimentali tenui eppure definite, la sacralità del lavoro del pastore che, nella sua ricchezza di significati, diventa il fulcro della narrazione. La similitudine tra i due viaggi sa non essere banale, ma emotivamente intensa».

L’ultima lirica postata su FB da Grazia D’Altilia è del 10 agosto:

PENSIERI DELLA DOMENICA

Dicono che c’è chi dà voce ad altre voci.

Chi racconta per chi se ne sta in silenzio.

Chi vede per chi ha occhi bendati.

Chi viaggia per chi è sedentario.

Dicono che c’è gente cattiva e, tanta, anche buona.

Che molte persone sono spettacolo. Fanno ridere o sorridere.

Che molte fanno indugiare o rompere i freni.

Che molte fanno pensare e tante altre lasciano vuoti.

Dicono che gli incontri sono albe e tramonti.

Inevitabili.

Come le acque del mare che non dormono mai.

«Versi che vorrebbero unire con una sorta di cordicella gli “incontri”, quelli fatti e i tanti altri che ognuno di noi può avere nella vita» scriveva Grazia, ringraziando il suo amico Marcello Aguiari per la foto che le aveva donato tempo prima, e che aveva messo a supporto della sua ultima poesia.

teresa m. rauzino


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