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I FRATI LASCIANO IL CONVENTO DI SERRACAPRIOLA: «ORMAI IMPOSSIBILE UN RICAMBIO GENERAZIONALE»

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I frati lasceranno il convento di Serracapriola, la storica dimora religiosa nel foggiano, realizzata nel 1536 da padre Paolo da Sestino e che, nel 1907 e 1908, accolse anche un giovanissimo Padre Pio: ancora oggi nel convento, infatti, si può visitare la camera in cui dormiva il santo con le stimmate. Lo ha annunciato fra’ Maurizio Placentino, il ministro provinciale dei frati minori Cappuccini della provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, in una lettera inviata al sindaco di Serracapriola, Giuseppe D’Onofrio, e alla comunità dei fedeli.

«Con grande rammarico e profonda sofferenza – si legge in una lettera – devo comunicare che dopo la festa di San Francesco i frati lasceranno il convento di Serracapriola. Come sapete la fraternità – scrive ancora Placentino – è stata già formalmente soppressa circa 7 anni fa e, allora, fu stabilita nel convento la presenza di una comunità di suore. Dopo la presenza delle suore, abbiamo avuto la gioia di poter accogliere i frati polacchi che hanno dato un valido aiuto e una bella testimonianza nella realtà di Serracapriola e della nostra Provincia. Nello scorso mese di giugno i fratelli di Cracovia hanno dovuto lasciare il convento. Da quando siamo venuti a conoscenza di tale decisione da parte dei frati polacchi ci siamo attivati, in un dialogo aperto e sincero con il Vescovo, per cercare di garantire la presenza religiosa nel convento. Si stava mettendo su un progetto che avrebbe garantito la presenza e l’attività di evangelizzazione nel nostro amato convento di Serracapriola, ma come sapete, anche questo progetto ha dovuto arrestarsi».

Placentino ricorda che «il drammatico crollo della disponibilità di frati attivi e l’impoverirsi sempre maggiore della possibilità di un ricambio generazionale sta costringendo tutte le Province cappuccine italiane alla scelta dolorosa di chiudere molti conventi. Da tale critica situazione non è esente la nostra Provincia religiosa che, già da alcuni anni, si avvale della presenza di alcuni confratelli provenienti dall’estero (India e Polonia) sia per vivere un’esperienza sempre più arricchente di una fraternità mondiale sia per sopperire alle nostre difficoltà numeriche. Nonostante ciò, già in altri casi si è dovuto procedere alla riduzione della presenza dei frati o all’affidamento gratuito di nostri immobili ad altre realtà ecclesiali, come è avvenuto ad Agnone e a Torà».


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