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IL MINISTERO ASFALTA IL PIANO CASA PUGLIESE: «È INCOSTITUZIONALE»

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Il Mibact ha chiesto al Governo di impugnare la norma regionale pugliese davanti alla Corte costituzionale.

Anche per il nuovo piano casa, approvato dal Consiglio regionale pugliese lo scorso agosto, potrebbe arrivare lo stop del governo con l’impugnazione, davanti alla Corte Costituzionale, della legge regionale numero 20, entrata in vigore il 12 agosto. Il ministero dei Beni culturali, infatti, ha eccepito una serie di illegittimità costituzionali di cui la legge pugliese sarebbe disseminata: a partire dalla violazione degli articoli 9, che sancisce la rilevanza della tutela del paesaggio quale interesse primario e assoluto, e 117 della Carta. Il ministero ha girato le osservazioni alla presidenza del Consiglio dei ministri che dovrebbe prendere una decisione entro la metà di ottobre. Di mezzo, la costituzione del nuovo esecutivo.

Nel frattempo, la Corte ha fissato per il 29 novembre prossimo l’udienza per valutare la costituzionalità dell’ultima proroga del Piano casa pugliese, adottata con la legge 38 del 30 novembre del 2021 e i cui effetti si sono già riprodotti sul territorio. Le amministrazioni comunali, infatti, affidandosi alla legislazione regionale, hanno concesso autorizzazioni edilizie. Dopo le infinite proroghe della legge del 2009 sulla casa, l’impugnazione dell’ultima proroga e le polemiche sollevate in particolare dalle associazioni ambientaliste, il Consiglio regionale ha abbandonato la via delle proroghe per abbracciare quella, appunto, del nuovo impianto legislativo di agosto: «Norme per il riuso e la riqualificazione edilizia e modifiche alla legge regionale 33 del 15 novembre 2007 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate)». Una sorta di rielaborazione coordinata degli interventi sul patrimonio edilizio esistente che non ha convinto per niente il ministero che censura e smonta praticamente anche l’impianto della nuova legge regionale, in alcune parti «fotocopia» della proroga già censurata. Il ministero eccepisce che «la legge in esame interviene a disciplinare gli interventi di riuso e riqualificazione, consentendo ai Comuni di individuare gli ambiti edificati ove consentire gli stessi con una deliberazione sottratta a ogni verifica di compatibilità, anche di livello regionale e, quindi, neppure soggetta alla verifica di conformità rispetto al sovraordinato piano paesaggistico, la quale deve svolgersi con la necessaria partecipazione degli organi del ministero della Cultura». Non solo. «La legge consente, in caso di inerzia del Comune – stigmatizza il ministero – che siano i privati proprietari a proporre la realizzazione degli interventi, in assenza dunque di una valutazione complessiva del contesto territoriale. L’intervento, che comporta anche rilevanti premialità volumetriche e avviene in deroga agli strumenti urbanistici, è rimesso dunque all’iniziativa del privato, al di fuori di un quadro pianificatorio o almeno programmatorio da parte del Comune». Nel frattempo, prosegue il tour in Puglia del presidente della commissione Bilancio della Regione Puglia, Fabiano Amati, per spiegare al cittadino tutti i benefici del nuovo strumento urbanistico «volto a promuovere la qualità degli insediamenti e dell’ambiente». Il ministero non è dello stesso avviso.


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