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VIESTE TENTA DI ALLUNGARE LA STAGIONE BALNEARE

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In “Lassamme fa a Dio”, il racconto epico di Salvatore Di Giacomo, s’immagina il Padreterno che di buonumore decide di fare una gita fuoriporta, scendendo sulla Terra. Se lo si rendesse attuale, il racconto potrebbe ambientarsi interra di Capitanata, solo perché l’espressione lirica di Salvatore Di Giacomo diventerebbe una invocazione alla benevolenza divina che ha saputo regalate un’ottobrata estiva^ tanto da richiamare i turisti nelle località balneari del promontorio garganico, dove il “lassamme fa a Dio” denota una predisposizione a seguire gli eventi meteo, dimenticandosi che non bisognerebbe aspettare la clemenza delle temperature per richiamare i turisti, fuori stagione. «Sul Gargano i turisti sono visti solo in bermuda o in costume, non esistono altre tipologie», afferma un operatore turistico che pur esultando per i numeri della stagione balneare non nasconde il proprio “disagio” imprenditoriale per una logica limitata di promozione del territorio. Così i tentativi di “allungare” la stagione sono eventi sporadici, slegati da un contesto di pianificazione dell’offerta turistica, anche se non mancano presupposti interessanti da evidenziare. Com’è successo a Vieste. «Il clima ci sta aiutando – afferma la vicesindaca Rossella Falcone – ma è anche grazie alla nuova politica turistica che stiamo attuando che arrivano turisti ad ottobre e novembre. I pacchetti promozione sono pronti e li stiamo pubblicizzando attraverso tutti i canali possibili». Turisti che stanno riempiendo, specie nel weekend, anche S. Giovanni Rotondo, dove alberghi e ristoranti stanno lavorando anche meglio del periodo pandemico.


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