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MAFIA GARGANO/ DALLE RICHIESTE DI “MARTUFELLO” ALLE STRATEGIE DIFENSIVE. SI ACCENDE IL MAXI PROCESSO “OMNIA NOSTRA”

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Di nuovo in aula per il maxi processo “Omnia Nostra”. Alla sbarra boss, capibastone, picciotti e sodali del clan della mafia garganica Lombardi-Ricucci-La Torre. Udienza lampo questa mattina, dopo quella dello scorso 17 novembre, nell’aula bunker di Bitonto con la discussione di altri avvocati difensori. Il legale del 42enne viestano Emanuele Finaldi detto “Martufello” ha fatto richiesta di giudizio abbreviato condizionato all’acquisizione di una consulenza difensiva che documenterebbe un’interpretazione diversa rispetto a quella degli investigatori su alcune intercettazioni.

Il prossimo 23 novembre ci sarà la discussione degli ultimi difensori, poi si deciderà sulle richieste del rito, ordinario o abbreviato. La sensazione è che il processo possa presto “sdoppiarsi”, la metà dei 45 imputati dovrebbe sottoporsi all’abbreviato (sconto di un terzo della pena), rinunciando dunque alla fase del “dibattimento”, l’altra metà potrebbe affrontare il processo nelle modalità canoniche. Nelle prossime ore ci sarà anche la deliberazione del gup sulla richiesta di giudizio abbreviato condizionato del difensore di Finaldi.

Con molta probabilità affronteranno il rito abbreviato i maggiori imputati di “Omnia Nostra”, il boss Matteo Lombardi 52 anni detto “A’ Carpnese”, il figlio Michele “U’ Cumbarill”, il numero due del clan Pietro La Torre alias “U’ Muntaner” e i capi area di Vieste, Mattinata e Macchia, Marco Raduano detto “Pallone” Francesco “Il lungo” Scirpoli, Francesco “Natale” Notarangelo e Leonardo D’Ercole. Tra gli altri imputati figurano anche i pentiti Antonio La Selva detto “Tarzan”, Danilo Della Malva alias “U Meticcio”, Giovanni Surano e i fratelli Antonio e Andrea Quitadamo detti “Baffino”. Alla sbarra anche presunti professionisti compiacenti e un consigliere comunale di Manfredonia. Parte civile i Comuni di Vieste, Mattinata, Monte Sant’Angelo e Manfredonia, la Camera di Commercio di Foggia, la Fai nazionale e la Fai di Vieste. Tra i reati contestati associazione mafiosa, estorsioni, omicidi, tentati omicidi e traffico di droga.

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