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NUOVA SUPERSTRADA GARGANICA – IL PROGETTO AL VAGLIO DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI. L’ANAS PUNTA SUL TRACCIATO CON LE GALLERIE

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Il progetto volto a potenziare il collegamento stradale tra Vico del Gargano e Mattinata attraverso una nuova viabilità a scorrimento veloce, a partire dai due tratti già esistenti, la SS693 tra lo svincolo di Poggio Impe­riale e Vico del Gargano, e la SS89 Garganica tra Foggia e Mattinata. Questo l’oggetto dell’intervento programmato da Anas – Gruppo Fs, già commissariato dal Governo ad apri­le 2021 per la sua rilevanza socio-economica. Commissario del Governo e responsabile della struttura territoriale Puglia di Anas è Vincenzo Marzi. l’Attacco lo ha raggiunto a Bari, negli uffici regionali dell’azienda per fare con lui il punto del­la situazione.

Commissario, da marzo che sviluppi ci sono stati per la Nuova Garganica?

Il dibattito pubblico si è concluso con due documenti: uno re­datto dal coordinatore, uno da me, in qualità di proponente e commissario dell’opera, nel quale ho sostanzialmente ac­certato la fattibilità dell’intervento. Il dibattito pubblico ha fat­to emergere la volontà della comunità di realizzare l’inter­vento, ha fatto emergere anche qualche utile suggerimento in base al quale è stato modificato leggermente il tracciato, soprattutto nella parte iniziale cercando di abbassare ad esempio i viadotti per contenere anche l’impatto ambienta­le. Leggere modifiche che hanno però determinato un miglioramento nell’inserimento del tracciato nel contesto terri­toriale. Dopo il dibattito pubblico, si è passati alla redazione della prima fase progettuale e la fattibilità tecnica ed econo­mica, comprese tutte le attività di indagine. Questa è la par­te più complicata: comprende la cartografia, la geologia e tut­to il resto. Siamo riusciti ad avere un progetto di fattibilità a fi­ne luglio che subito dopo abbiamo trasmesso al Consiglio su­periore dei lavori pubblici. Solo a valle dell’esame di que­st’organo si potrà passare alla conferenza dei servizi e quin­di alla valutazione di impatto ambientale e a tutte le autorizzazioni del caso.

Il dibattito pubblico si è basato sulla presentazione di quattro ipotetici tracciati, quale è stato scelto?

Il dibattito pubblico ha fatto emergere la preferenza rispetto ad una precisa scelta. Chiaramente il confronto fra le alter­native è stato riproposto, dal punto di vista tecnico, al Consi­glio superiore dei lavori pubblici e anche a loro stiamo dimo­strando che quella soluzione è sicuramente la più efficace dal punto di vista dell’inserimento nei diversi contesti, avva­lendoci dell’analisi multicriteri che avevamo già presentato all’interno del dibattito pubblico L’analisi multicriteri è quella che esamina un po’ tutti gli impatti delle infrastrutture dal pun­to di vista del suo inserimento all’interno del territorio, dal pun­to di vista economico, paesistico, paesaggistico, ambienta­le: è una matrice con diverse componenti, ognuna pesata in un certo modo. Alla fine il punteggio è l’evidenza di quella che è risultata la soluzione ideale. Questa analisi multicriteri an­che durante il dibattito aveva fatto emergere una soluzione piuttosto che le altre. Adesso stiamo andando al confronto con il Consiglio superiore dei lavori pubblici con l’esame dei contenuti tecnici, in conferenza dei servizi ci andremo a con­frontare con il ministro dell’ambiente che a sua volta andrà ad esaminare le matrici ambientali ai fini della scelta della so­luzione migliore delle quattro. Noi abbiamo già individuato un tracciato e riteniamo che le motivazioni adottate, sia nella presentazione al Consiglio superiore che al ministero del­l’ambiente, possano dare evidenza come quella soluzione

sia la preferibile.

È quella che prevede, in parole povere, la maggior parte del tracciato in galleria?

Sì, è quella considerata meno impattante dal punto di vista ambientale e dal punto di vista trasportistico risolve i proble­mi meglio delle altre alternative. Ci sono un insieme di fatto­ri che la rendono preferibile: trasporto, ambiente, paesaggio e così via.

Adesso che succede?

Abbiamo avuto un piccolo stop perché il Consiglio superiore ci ha chiesto alcune integrazioni, in realtà avevamo già pre­sentato una campagna di indagini che ritenevamo idonea ma ci ha chiesto altro. Così, abbiamo fatto altre prove e indagini sul territorio, parliamo di un’area, per così dire, vergine e quindi è stato chiesto di acquisire quante più informazioni possibili per poter valutare adeguatamente il progetto. Ab­biamo prodotto quanto richiesto, stiamo trasmettendo tutto il materiale in questi giorni e siamo in attesa dell’esame, poi andremo alle successive fasi.

C’è un cronoprogramma?

I tempi sono quelli che detta la norma che prevede per la con­ferenza di servizi, vale a dire per i pareri da parte dei Comu­ni, in base alle mie decisioni, 45 o 60 giorni eventualmente prorogabili. Normalmente in altre procedure simili abbiamo sempre dato 45 giorni più proroga di ulteriori 45 per un tota­le di 90 giorni, il ministero dell’ambiente ha i suoi tempi, a lo­ro volta dimezzati in caso di lavori commissariati, in tutto do­vrebbero essere circa 160 giorni i tempi di risposta, anche se di solito sono un po’ più lunghi.

In questa fase c’è ancora una interlocuzione con i Sin­daci loro si fanno vivi per avere aggiornamenti?

Per la verità no ma perché sanno che stiamo andando avan­ti, con ciascuno di loro ci sentiremo nel momento in cui do­vremo far partire le conferenze di servizi ma penso che normalmente il Consiglio superiore li aggiorni. Ho sentito il pre­sidente della Provincia, mi venne a trovare e in qualche mo­do l’ho aggiornato suH’avanzamento del progetto.

Con il nuovo Governo cosa può succedere, il cambio dell’esecutivo può incidere sull’iter?

La strada è tracciata, fino ad ora non ho avuto nessun tipo di variazione. C’è stato un problema con i finanziamenti, que­sto è un intervento inserito in una delibera del Cipe del 4 giu­gno di quest’anno con un finanziamento di 300 milioni che ri­tenevamo sufficienti, il problema oggi riguarda i prezzi. La precedente determinazione era stata fatta sulla base del si­stema prezzi del 2021 ma quest’anno, come tutti sanno, pur­troppo abbiamo assistito ad un incremento dei prezzi note­vole ed è quello che sta interessando gli interventi commis­sariati e in generale tutti gli interventi in Italia. L’aggiorna­mento al prezziario 2022 ha fatto saltare i piani finanziari.

Si corrono dei rischi quindi?

No, nessuno: noi stiamo andando avanti e poi troveremo o cercheremo di avere accesso a delle risorse aggiuntive nel momento in cui si sarà arrivati al dunque, in ogni caso il Go­verno fino ad oggi ha dato dimostrazione di essere ben con­sapevole di questo incremento di costi e ha trovato tutta una serie di strumenti di salvaguardia per i lavori in corso ma so che li sta trovando anche per i lavori di prossimo avvio.

In che percentuale sono aumentati i prezzi?

Dal 30% al 35%, ci sono costi come quello dell’acciaio che a un certo punto erano aumentati anche dell’80%, calato in se­guito; anche il costo del carburante era schizzato alle stelle e adesso si è abbassato ma molti interventi hanno un di­spendio di energia molto alto e avere un incremento del 15- 20% sul costo del carburante si ripercuote ovviamente su tut­ta la filiera produttiva. Ormai però i prezziari sono stati defi­niti e sono quelli che stiamo adottando per tutti i nuovi inve­stimenti.

Quali sono gli enti coinvolti per la Vico Vieste?

Entreranno tutti i Comuni, il ministero dell’ambiente, il mini­stero della cultura, dei trasporti, ovviamente la Regione con tutti i suoi apparati, sia quelli che gestiscono ambiente e pae­saggio, sia quelli che si interessano dell’urbanistica, com­presi gli uffici preposti alla tutela del territorio; e poi il Parco, l’Autorità di bacino e tanti altri, la lista dei soggetti con cui dob­biamo avere un’interlocuzione occupa non meno di tre o quattro pagine.

La Garganica è un progetto più complesso, che va oltre la realizzazione della Vico Vieste.

Ci sono progetti di collegamento che partono dalla Foggia Manfredonia e salgono verso San Giovanni Rotondo, stia­mo pensando alla messa in sicurezza dell’intero itinerario fi­no alla città di padre Pio, il che significa portare una sezione omogenea e raggruppare gli accessi laterali, migliorare la sa­lita rimanendo sempre su quell’impronta e poi c’è la variante a San Giovanni.

Come narrerebbe questa e tutte le operazioni in corso su questo territorio ai cittadini?

Si tratta di procedure complesse, non sono semplici. La sfi­da non era da poco, si trattava di mettere a terra una serie di investimenti che erano stati avviati già da tempo, erano nel Contratto di programma già dal 2016 ma in realtà stentava­no a partire, siamo riusciti ad avviarci lavorando con passio­ne e con impegno, anche grazie ad un gruppo di lavoro che mi ha aiutato. In pochi si aspetterebbero che ci sia questo al­l’interno di una grande stazione appaltante, una società per azioni che fa parte adesso del Gruppo Ferrovie dello Stato. Il gruppo di persone che sta lavorando con me vuole portare a casa il risultato e questo forse poco si appalesa. l’Attacco ha seguito il dibattito pubblico e penso che sia emersa la pas­sione con cui io e i miei collaboratori stavamo sul palco, tan­ta quanta ne avevano gli interlocutori che erano in platea, te­nevamo tutti ad avere un confronto aperto, utile. La cosa più bella è che tutto è nato da zero rispetto ad altri interventi, in un anno e mezzo abbiamo avviato un dibattito, con tutto quel­lo che comporta: realizzare un documento di alternative pro­gettuali, fare la gara per individuare un progettista che ci for­nisse questo documento, mandare ad una commissione di dibattito pubblico, chiedere la nomina di un commissario, fa­re una gara per individuare il coordinatore del dibattito pub­blico, studiare con lui il progetto, avviarlo, raggiungere que­ste intese sul territorio in armonia con i Sindaci e la gente. Ci è piaciuto anche il fatto che pure la polemica fosse motivata e non fine a sé stessa o strumentale. E poi: arrivare a con­clusione con un documento che avesse un senso, far parti­re una progettazione e arrivare al Consiglio superiore dei la­vori pubblici con un obiettivo, ovvero far partire la gara d’ap­palto da bandire entro il 31 dicembre 2023. Come commis­sario mi è stato dato un itinerario, l’ho fatto partire, siamo di­ventati credibili tanto che lo Stato ha deciso di associare a questo intervento un finanziamento che ha naturalmente un’aspettativa di risultato. Stiamo lavorando per raggiunge­re quel risultato sperando nella collaborazione di tutti. Diri­mente è la qualità con cui ci poniamo quindi dobbiamo riu­scire a costruire un documento per mettere a terra quell’in­tervento, il che ci darebbe grande soddisfazione.

E’ ottimista?

Sempre, non posso non essere ottimista e lo devo trasmet­tere alla squadra.

l’attacco


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