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GLI AFFARI DELLA DROGA SULL’ASSE GARGANO-FOGGIA ORA ALL’ATTENZIONE DELLA DIREZIONE ANTIMAFIA NE HANNO PARLATO I PENTITI GARGANICI MARCO RADUANO, GIANLUIGI TROIANO E MATTEO PETTINICCHIO

Gli affari di droga sull’asse Gargano-Foggia e il patto mafioso tra i clan della “Società” per smerciare cocaina in regime di monopolio nel capoluogo dauno. Hanno parlato anche di questo alla Direzione distrettuale antimagia di Bari i pentiti garganici Marco Raduano, Gianluigi Troiano e Matteo Pettinicchio, elementi di spicco dei rispettivi clan.

Raduano ha riferito che si riforniva “di cocaina da Rodolfo Bruno” (ucciso a Foggia il 15 novembre 2018) “del clan Moretti: compravo 2/3 chili per volta con cadenza mensile. In questi incontri qualche volta trovato Antonio Salvatore e Alessandro Aprile del clan Sinesi/Francavilla; fu Rodol­fo a presentarmeli, e io mi arrabbiai con lui perché il nostro gruppo a Salvatore lo cercava per ammazzarlo. Ro­dolfo mi rispose che avevano stretto un patto sulla droga; sullo spaccio avevano fatto un accordo”.

Come confermato da Pettinicchio, super pentito dei clan della mafia garganica con epicentro a Monte Sant’Angelo: “Io per il mio gruppo Li Bergolis coman­davo per quanto riguardava la droga.

A Foggia ho saputo che avevano ima pax mafiosa, avevano fatto degli accordi fra di loro per spartirsi la droga, lo facevano tutti insieme, cioè i Moretti con i Sinesi e i Francavilla; parliamo del periodo 2015/2018 più o meno, di preciso non so.

So che c’era l’imposizione sugli spacciatori. Rodolfo Bruno gestiva la droga per i Moretti e dava i soldi a Rocco Moretti di cui era il referente; con il suo omicidio il gruppo prese ima bella botta. Nel 2015 Rodolfo chiese anche a me se avevo una strada per l’hashish; il mio clan non ha mai acquistato dai foggiani, che si rifornivano a Cerignola