Verso le regionali d’autunno in Puglia con tanti nodi irrisolti. A partire dal numero dei seggi dell’assemblea legislativa. Ieri il governatore Michele Emiliano è tornato sull’argomento ribadendo la sua posizione sulla gerarchia delle fonti che determina il numero dei consiglieri: «Considero prevalente sullo Statuto della Regione Puglia, la legge nazionale che porta a 40 il numero dei consiglieri. Quindi o lo cambiano loro lo Statuto o non lo cambiano, il decreto di indizione delle elezioni sarà a 40».
«Questo l’ho già spiegato – ha aggiunto il politico barese – salvo che non intervenga una legge nazionale di cambiamento. Per evitare che il governo della Repubblica ritenesse il presidente omissivo rispetto all’adeguamento della legge, ho fatto il mio lavoro: cioè ho presentato un disegno di legge per adeguare lo Statuto alla legge nazionale». I disegni di legge della giunta quindi metterebbero al sicuro il prossimo voto dei pugliesi da possibili contenziosi: «Resta il fatto che indire le elezioni sulla base di uno Statuto che è in contrasto con una legge nazionale prevalente, significherebbe far annullare le lezioni e sinceramente non voglio essere ricordato per questo», ha puntualizzato ancora.
Sul quadro politico poi Emiliano si è soffermato sui tentennamenti del M5S nel convergere a Taranto sul candidato del centrosinistra Piero Bitetti: «Sarebbe paradossale che qualcuno mi accusasse di rendere difficile il rapporto tra i dem e contiani, perché ho sacrificato molto della mia serenità quando questi due soggetti non dialogavano, erano in lotta permanente accecati dalle reciproche concorrenze. E non vorrei mai tornare a quei tempi. È evidente però che il M5S è diventato tattico». «Avevo ascoltato un’intervista di Turco che diceva a Decaro di essere diverso da Emiliano: questo non è possibile – ha concluso il governatore – nel senso che la storia è unica, non sovrappone minimamente le due personalità ma certamente non le può dividere e non si può chiedere da parte di un alleato di dividere le storie belle della Puglia. Onestamente mi sento un po’ deluso» dai 5S.
CENTRODESTRA – La coalizione conservatrice non ha ancora scelto il rivale che sfiderà l’eurodeputato dem Antonio Decaro, candidato in pectore per la successione di Michele Emiliano. Dalla colonne del Corsera, però, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha dato una indicazione politica ben precisa: «Le regionali, per quanto diverse dalle politiche, hanno in effetti una valenza politica. In vista di questo turno elettorale d’autunno penso che la coalizione debba puntare su candidature politiche. Sarebbe un guaio se le scelte dipendessero dagli equilibri tra partiti e non dalla necessità di trovare persone giuste per vincere». Il toto-nomi pugliese si sposta su un candidato politico: tra i parlamentari alcune indiscrezioni portavano ai parlamentari
azzurri Mauro D’Attis o Andrea Caroppo, mentre la Lega ha più volte rimarcato di avere nella propria classe dirigente personalità da proporre agli alleati. In Fratelli d’Italia, dopo un primo sondaggio della leader Giorgia Meloni con il leader regionale Marcello Gemmato, era circolata l’ipotesi di una discesa in campo di Francesco Ventola (già capogruppo regionale del partito, ora eurodeputato).
La Russa, infine, ha rimarcato il valore della classe dirigente di Fdi e della coalizione, ricordando anche le ragioni delle ritrosie di esponenti della società civile nello schierarsi: «Temono di tirarsi addosso gli attacchi dei media e magari accuse infondate. E si chiedono: “Chi me lo fa fare?”»
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