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LA REGIONE DEGLI ASSENTI: SENZA NUMERO LEGALE UN CONSIGLIO SU QUATTRO

Un bilancio pesantissimo durante l’intera legislatura Con gli escamotage fuori dall’aula per evitare di perdere 500 euro a volta.

Il 26 novembre 2020 andò tutto bene. La prima seduta del secon­do mandato di Michele Emilia­no, appena rieletto, terminò alle 18,45 e in aula c’erano tutti. Del re­sto era la proclamazione degli elet­ti, come potevano mancare? Di­scorsi pomposi, la rievocazione di grandi statisti come Aldo Moro, il momento difficile del Covid che si stava vivendo. Ma ben presto il Consiglio regionale pugliese si è dovuto confrontare con la più cro­nica delle sue patologie: la man­canza del numero legale e la conse­guente sospensione della seduta.

Ieri è successo ancora, per la tren­taduesima volta su 118. «È un’im­magine terribile, che diamo ai pugliesi», s’incupisce il Pd Francesco Paolicelli. Si doveva discutere del­la mozione, presentata dai consi­glieri del gruppo Con, primo firma­tario Alessandro Leoci, a “tutela e rilancio della filiera della canapa industriale pugliese”. Ma proprio nel momento in cui si stava accin­gendo a parlare, puff, tutti spariti.

«È un vero peccato, volevamo in­tervenire sull’articolo 18 del decre­to Sicurezza perché più di 700 im­prenditori pugliesi hanno investi­to su questo settore e ora vengono trattati come se fossero narcotraf­ficanti», è sconsolato Leoci. Che però non attribuisce la bocciatura a motivazioni ideologiche: «Non è stata data importanza a questo Consiglio, da parte delle forze poli­tiche».

 Si dovevano approvare an­che provvedimenti importanti co­me l’utilizzo dell’extragettito, che avrebbe consentito di rimpingua­re risorse per la cultura, per il fon­do unico dello spettacolo, per il welfare, per l’edilizia residenziale. Ma un po’ i soliti mal di pancia, un po’ il caldo e il numero è venuto meno. La desertificazione consilia­re, però, non è un fenomeno da ri­collegare all’innalzamento delle temperature: se è vero che per ben nove volte, nel corso del 2025, la presidente del Consiglio, Loreda­na Capone, ha dovuto dichiarare la seduta tolta, eroicamente i consiglieri hanno affrontato la canico­la per arrivare a Bari da ogni parte della Puglia. Ma una volta arrivati in via Gentile, diventano fantasmi: si allontanano prima, oppure si ag­girano nei corridoi e negli uffici dei gruppi politici, come gli stu­denti che restano in bagno per non essere interrogati. In questo modo evitano la decurtazione di 500 euro della loro indennità (da ottomila euro al mese) prevista in caso di assenza ingiustificata.

«A me è successo solo una volta – assicura Leoci – ma era il giorno del mio matrimonio. E quando la presidente fa la verifica, io ci sono sempre». Ieri, invece, mancavano all’appello Saverio Tammacco, ca­pogruppo di Per la Puglia, Stefano Catena, pari ruolo di Con, e Filip­po Caracciolo, già rappresentante dei consiglieri del Pd: tutti e tre so­no dovuti andare via prima per in­derogabili impegni. Incombenze che in generale si stanno moltipli­cando negli ultimi mesi: i commes­si hanno dovuto chiudere i batten­ti dell’aula in anticipo anche il 30 giugno, il 17 giugno, il 27 maggio, il 20 maggio, il 30 aprile, il 15 aprile, il 18 febbraio e il 28 gennaio.

 Al punto che il numero legale, ormai, è diventato il principale argomen­to di discussione nelle sedute con­siliari. Nelle trascrizioni viene cita­to centonovanta volte. Uno psico­dramma. «Anch’io, spesso, quan­do vedo che manca il numero lega­le e sento dire “andiamo via”, mi sento mortificato (Renato Perrini, Fratelli d’Italia, 7 maggio 2024).

«Certo, non è molto carino dirci questa cosa dopo che è mancato il numero legale, però io ne ho approfittato» (Loredana Capone, 3 ot­tobre 2023). E sempre Perrini, a un certo punto, invoca nel corso di una seduta una sorta di giudizio universale che punisca i filonisti: «Io voglio che un giorno venga il presidente per fare un sondaggio, con le presenze di chi c’è sempre, da una parte e dall’altra, e gli assen­ti, perché un giorno, soprattutto i cittadini pugliesi devono capire chi è presente e chi non è presen­te. È importante sapere che quan­do si trattano le leggi che riguarda­no la Regione Puglia, non c’è colo­re politico, e noi stiamo qua».

Altre volte si assiste a dialoghi della disperazione. «Veramente mi sembra che viviamo in un mon­do diverso da quello reale», dice per esempio Capone a Leoci nel corso di una seduta. «Presidente, sono rimasto qui a mantenere il nu­mero legale», risponde lui. «Ma sia­mo in nove», replica lei. «Lo so, pe­rò voglio esprimermi lo stesso. Non ho fatto mai un’assenza».

repubblicabari