La ricerca di elementi vitali e comuni, come || cultura, gioia, libertà, i in un tempo di guerre e h di conflitti: rappresenta questo, il tema Viva la vida!, cui è dedicata la tappa conclusiva del festival II Libro Possibile, XXIV edizione, che si svolgerà a Vieste da domani a sabato 26 luglio (dopo la settimana a Polignano a Mare, a inizio luglio): ospiti internazionali, lectio d’autore e dibattiti animeranno una rassegna che ha sempre avuto l’intento di promuovere la cultura e in particolare la cultura della legalità, come ricorda la direttrice artistica Rosella Santoro: «In un territorio che contrasta logiche criminali, il Libro Possibile promuove la cultura della legalità ospitando autentici alfieri della giustizia».
Mentre annuncia di essere già al lavoro per l’edizione dei 25 anni, nel 2026, Santoro racconta al «Corriere» anche il percorso intenso di quest’anno: «Confesso di avere una particolare attesa per la tappa conclusiva di Vieste. È la chiusura del cerchio di un percorso di crescita internazionale che abbiamo coltivato dagli esordi e che quest’anno ci ha portati fino a Londra. Bjòrn Larsson e Jonathan Coe, che ritroviamo a Vieste, hanno accompagnato questo cammino dalle prime edizioni. Azar Natisi partecipa invece per la prima volta, in un momento cruciale per l’Iran. Sarà prezioso ascoltare la sua voce».
Coe, in particolare, è stato protagonista della tappa londinese e ricambia la visita al festival in Puglia, ma tutti e tre gli autori interrogano il nostro tempo, conclude Santoro: «Il desiderio di libertà e la forza narrativa per Larsson. La militanza culturale e il potere salvifico della parola per Natisi. La lucida ironia con cui Coe mette a nudo le contraddizioni dell’Occidente democratico. Li unisce un’urgenza: ognuno di loro ci consegna una forma di resistenza. È questo il cuore del Libro Possibile: luoghi che diventano pensiero, storie che diventano scelta, letteratura che diventa azione».
Nella piazza della Marina Piccola di Vieste, domani (ore 20), l’apertura sarà affidata proprio a Bjòrn Larsson, scrittore e viaggiatore svedese che a partire dal saggio Filosofia minima del pendolare (Iperborea) proporrà al pubblico un «viaggio nel viaggio» quotidiano del pendolarismo. Subito dopo (ore 20.40), l’autrice iraniana naturalizzata americana Azar Nafisi racconterà il suo Leggere pericolosamente (Adelphi), che raccoglie le lettere scritte al padre sulla letteratura, simbolo e mezzo d’emancipazione. Chiudono la serata l’incontro con la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, che presenta Puccini contro tutti (Utet), e la lectio di Massimo Recalcati, La vita chiusa, la vita aperta, sui legami e le relazioni.
Un’altra lectio, intitolata Figure della Passione, apre la serata di mercoledì 23 (ore 19.30): Massimo Cacciari interviene, a partire dal suo La passione secondo Maria (il Mulino), per individuare nella figura della Vergine i valori di speranza alternativi a quelli di potere e ragione diffusi nel mondo attuale.
Sempre mercoledì 23 (ore 20.10), il reading con Gianmarco Saurino dal romanzo La prova della mia innocenza (Feltrinelli) di Jonathan Coe, e il dialogo dello scrittore inglese sul suo romanzo più politico, con Michele Masneri. Chiudono la serata del 23 Erri De Luca con L’età sperimentale (Feltrinelli), su maturità e generazioni,
Il giornalista Marco Varvello con Londra. I luoghi del potere (Solferino), di cui parla con Claudio Pagliara (L’imperatore, Piemme), e Red Canzian con il memoir Centoparole per raccontare una vita (Sperling & Kupfer).
Temi politici e sociali giovedì 24: si apre con l’europarlamentare Antonio Decaro, e il suo libro Vicino (Solferino), e si continua con due scrittori che raccontano territori e origini, Mario Desiati con Malbianco (Einaudi) e Chiara Valerio con La fila alle poste (Sellerio).
Inoltre, sempre il 24 si discute di geopolitica e sfide globali con l’economista Carlo Cottarelli sul saggio Senza giri di parole (Móndadori), in dialogo con Aldo Patiamo, direttore del Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia; di memorie personali e lotte civili, nel ricordo di figure come Piersanti Mattarella, si parla con Pietro Grasso, ex presidente del Senato, che presenta la graphic novel Da che parte stai? (Tunué) scritta con Alessio Pasquini; e di giornalismo civile con Sigfrido Ranucci (La scelta, Bompiani).
Nella penultima serata, venerdì 25 luglio, tra gli ospiti l’ex ministro Elsa Fornero, con Conoscere l’economia per scegliere meglio (Laterza), e una presenza costante al festival, il magistrato Nicola Gratteri, che racconta i nuovi assetti «globali» della ’ndrangheta e delle mafie in Una cosa sola (Mondadori), scritto con Antonio Nicaso; conduce Mimmo Mazza, direttore della «Gazzetta del Mezzogiorno». In chiusura, sabato 26 luglio, il focus Libri e salute: Riuniti a Foggia, su territorio e sanità pubblica, con varie figure di un’eccellenza pugliese come il Policlinico «Riuniti» di Foggia, tra cui il direttore generale Giuseppe Pasqualone. Sempre il 26, Alessandro Orsini presenta il suo Casa Bianca-Italia (PaperFirst), e il vincitore del Premio Strega 2025 Andrea Bajani racconta il suo romanzo L’anniversario (Feltrinelli), con Stefano Petrocchi. Chiude il festival lo spettacolo Parla con Dru, con Drusilla Foer.
«PIAZZE PIENE E DIALOGO UNA SCELTA DI CORAGGIO»
Il Libro Possibile, sostenuto dai Comuni di Vieste e di Polignano a Mare (dove s’è svolta la prima parte del festival), promuove la cultura e la legalità nel territorio, spiega la direttrice artistica Santoro. Lo ricorda pure il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti: «Portare in piazza voci della cultura significa offrire alla città uno spazio dove le idee circolano libere e la cultura è vissuta come bene comune». Il festival rafforza l’identità della città, conclude Graziamaria Starace, assessore al Turismo e Cultura: «Una scelta coraggiosa, portare un grande festival letterario in una città nota per il mare ma ancora poco come destinazione culturale.
Il festival ha trovato qui una dimensione naturale: piazze piene e una città che si riconosce come luogo di dialogo».
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