Il presidente della Regione Puglia conferma l’intenzione di candidarsi e difende il proprio ruolo nella Fondazione lirica. Ma intanto l’europarlamentare prende tempo, frenato proprio dall’ombra ingombrante dell’ex magistrato.
Michele Emiliano rompe gli indugi e rilancia la sua presenza nella futura politica regionale. Il presidente della Regione Puglia, ormai al termine del suo secondo mandato, ha confermato pubblicamente la volontà di candidarsi come consigliere regionale alle prossime elezioni, aprendo un nuovo fronte nel già delicato equilibrio interno al centrosinistra pugliese.
“Io credo di sì” – ha detto rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se l’anno prossimo seguirà l’udienza di parifica del bilancio della Regione da consigliere. “Non so se i consiglieri regionali sono ammessi in aula, però siccome in qualche modo riguarderà ancora me, perché si tratterà di quest’anno, verrei volentieri a sentire com’è andata”.
Un’affermazione che arriva a margine della parifica del bilancio regionale da parte della Corte dei Conti di Bari, ma che ha immediatamente assunto un peso politico ben più ampio. La volontà di Emiliano di restare in campo è proprio uno dei fattori che starebbero frenando Antonio Decaro, ex sindaco di Bari, che ancora non ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Regione.
Non è però solo il futuro politico a infiammare il dibattito attorno al governatore. Emiliano è finito anche al centro delle polemiche per la sua nomina all’interno del consiglio di indirizzo della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, incarico firmato a tre mesi dalla fine del mandato. Una mossa che ha spinto il Ministero della Cultura a chiedere chiarimenti, con l’intervento dell’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) per verificare la legittimità del provvedimento.
Ma Emiliano ha risposto senza esitazioni: “Era una cosa risaputa, che tutti conoscevano. Non ha nessuna funzione gestionale, è solo un ruolo di natura onorifica. Bisognava fare subito la nomina per poter poi indicare il sovrintendente”.
Il presidente ha spiegato di aver concordato la scelta con il suo “possibile successore”, lasciando intendere che il suo gesto abbia avuto un intento di continuità e non di imposizione. “Per evitare di nominare per cinque anni una persona che non corrispondesse all’identikit del mio successore, ho deciso di firmare una nomina temporanea. Così chi verrà dopo potrà scegliere liberamente. Come la fai, la sbagli con questi…”, ha chiosato con tono polemico.
Un’eredità ingombrante per il centrosinistra
Il futuro politico di Michele Emiliano appare dunque tutt’altro che marginale. La sua decisione di non ritirarsi dalla scena, ma anzi di puntare a un ruolo da consigliere, rischia di complicare la costruzione del nuovo progetto del centrosinistra in vista delle elezioni regionali 2025.
Con Decaro ancora incerto, e un Partito Democratico pugliese diviso tra l’eredità emilianista e il bisogno di rinnovamento, la partita per la successione alla guida della Regione si fa sempre più intricata.



