Il governatore campano attacca l’ex sindaco di Bari, in corsa per la presidenza della Regione Puglia. E punta il dito anche contro il Pd: “Accumulare potere non era un problema?”
È un Vincenzo De Luca senza freni quello che, parlando delle future candidature per la presidenza della Regione Puglia, punta dritto contro Antonio Decaro, attuale europarlamentare ed ex sindaco di Bari, in odor di discesa in campo per raccogliere l’eredità di Michele Emiliano. L’intervento è stato riportato oggi da La Gazzetta del Mezzogiorno, che rilancia le parole taglienti del presidente della Campania: “In Puglia si sta preparando a candidarsi un altro europarlamentare, l’onorevole Decaro, che appartiene alla categoria degli esponenti politici che si presentano come preti spretati, come brave persone”.
De Luca non si ferma alla metafora dal retrogusto clericale, ma entra nel merito della coerenza politica. “Decaro si è candidato come capolista alle Europee nella circoscrizione meridionale, e dopo un anno decide di dimettersi. La correttezza nei confronti degli elettori ha ancora un valore o no? Se chiedi il voto e dopo un anno decidi di fare quello che vuoi, stai offendendo e calpestando la volontà degli elettori”.
Il governatore campano ricorda anche le vicende legate al Comune di Bari e agli attacchi subiti dall’amministrazione Decaro: “Ricordo le lacrime calde dell’onorevole per l’aggressione contro il Comune, con la solidarietà di tutto il mondo delle autonomie. E ora si pretenderebbe anche di decidere chi non si deve candidare per non fargli ombra”.
De Luca non risparmia nemmeno il suo stesso partito: “Per il Pd è ancora un problema la correttezza nel rapporto con gli elettori, oppure no?”. E affonda ancora: “Quando si discuteva del terzo mandato, molti nel Pd si dissero contrari all’accumulo di potere. Ora parliamo di Decaro, dieci anni sindaco di Bari, presidente della provincia, dell’Anci, ora europarlamentare, e si propone di farlo presidente della Regione per altri dieci anni. In questo caso, quelli che parlavano di accumulo di potere non hanno niente da dire?”.
L’intervento di De Luca si inserisce in un quadro già teso, segnato dalle frizioni mai sopite tra Emiliano e Decaro, nonostante le smentite ufficiali. La recente bocciatura da parte della Corte costituzionale della cosiddetta “legge anti-sindaci” – ribattezzata anche “legge anti-Decaro” – ha riaperto i giochi e rianimato l’area di amministratori locali vicina all’europarlamentare. Ma le incognite restano, a partire dalle ambizioni dello stesso Emiliano e dell’ex governatore Nichi Vendola, che starebbero valutando una candidatura come consiglieri regionali.
Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle – attraverso il coordinatore Leonardo Donno – ha avvertito che un eventuale cambiamento nella coalizione dovrà comportare anche “un cambio degli attori in campo, a partire dal candidato presidente”.
In questo scenario, la bordata di De Luca arriva come un segnale chiaro e rumoroso: le resistenze nei confronti di Decaro non sono solo pugliesi. E, per l’ex sindaco di Bari, la strada verso la Regione appare tutt’altro che spianata.



