Giancarlo De Venuto (Assoturismo): «Gli stipendi non bastano più a mantenere un certo tenore di vita». Tanti stranieri, che però preferiscono maggio, giugno e settembre.
Anche la Puglia inizia a fare i conti con un cambio di copione: al tradizionale turismo del tutto esaurito, di luglio e agosto, si contrappone un trend di arrivi e presenze spalmato sui mesi «spalla» (maggio-giugno e settembre-ottobre). Un movimento a saldo invariato. I motivi? La presenza sempre più corposa di viaggiatori esteri e la classe media italiana che fatica a far quadrare i conti riducendo i livelli di spesa.
Ecco che se per l’avvio di stagione (aprile, maggio e giugno) arrivi e presenze hanno raggiunto una percentuale di crescita a due cifre, nei periodi più caldi ci si muove sulle performance dello scorso anno con strutture, soprattutto quelle di livello medio, che arretrano. «Sicuramente andranno analizzati i dati di fine mese e quelli di agosto – spiega Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi Puglia – ma la sensazione è che non ci sia un movimento intenso come per l’inizio dell’anno. Perché bisogna essere chiari: la componente del mercato sostenuta dagli italiani che arrivano in regione fatica a imporsi. Le famiglie, già da qualche anno, accusano un calo del potere d’acquisto e le strutture ricettive, soprattutto a tre stelle, mostrano segnali di difficoltà. Il prodotto mare, quindi, non riesce a concentrare i flussi nel mese in corso e in quello successivo: il tutto esaurito resta sulla carta».
Anche perché in presenza di percentuali complessive da record (nel 2024 più 10,6% di arrivi), l’ingresso nelle statistiche delle case vacanza va rapportato a uno storico non disponibile. «Abbiamo effettuato una rilevazione tra i nostri associati – aggiunge Massimo Salomone, coordinatore turismo di Confindustria Puglia – e l’inizio dell’anno è stato entusiasmante. A maggio, in particolare, gli arrivi sono aumentati di oltre il 20%. Un trend che aveva alimentato aspettative molto alte anche per l’alta stagione. Con i dati di luglio e le previsioni aggiornate su agosto, possiamo parlare di una crescita più moderata ma comunque solida. A luglio l’aumento delle presenze nelle strutture ricettive iscritte a Confindustria si attesterà attorno al 2,5% mentre per agosto si prevede un 2,7%. Non siamo di fronte a una battuta d’arresto, ma a un assestamento fisiologico».
La componente estera è sempre più estesa. «Circa il 51% delle presenze proviene proprio dai turisti stranieri – prosegue Salomone – con ottime performance da mercati consolidati come Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Polonia e Stati Uniti. In lieve calo il mercato tedesco, mentre cresce l’interesse dai Paesi extraeuropei, in particolare dal Nord America. Il turismo domestico?
C’è una maggiore cautela da parte degli italiani. Il fattore più rilevante è senz’altro l’aumento dei costi di trasporto, in particolare dei voli nazionali (cresciuti mediamente del 25 per cento). Le previsioni su settembre, invece, indicano un aumento stimato del 6,5%, segno che la domanda turistica sta maturando e si sta spostando progressivamente oltre i picchi tradizionali dei mesi estivi. Ora la sfida che abbiamo davanti è chiara, sostenere la competitività della Puglia lavorando su tre direttrici fondamentali: accessibilità, qualità e valorizzazione del territorio in tutte le sue componenti».
Sulla stessa linea l’analisi di Giancarlo De Venuto, presidente di Assoturismo-Assohotel Puglia, che focalizza l’attenzione sul sistema famiglia Italia sempre più in affanno: «Negli anni scorsi si è parlato di effetto frisella e della nuova meta Albania. Ma la verità è che gli stipendi non bastano più a mantenere un tenore di vita che consente agli italiani del ceto medio di trascorrere periodi di ferie sugli standard di qualche anno fa. Nelle città più ricercate per cultura e territorio, come Lecce, è da tempo che il mercato ha fatto spazio ai turisti stranieri. Negli hotel, attualmente, c’è un 80-85 per cento di camere occupate da viaggiatori internazionali. È qui che c’è un grande margine di sviluppo». Restano le perplessità delle strutture posizionate sulle fasce dei tre stelle (dai residence ai villaggi turistici). «Basta considerare l’offerta – conclude De Venuto – e gli sconti praticati. Ad agosto si propongono sconti fino al 20 per cento».
corrieredelmezzogiorno



