Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime profonda indignazione di fronte alla denuncia pubblica del sig. Vincenzo Spagnulo, persona con disabilità motoria, in vacanza a Marina di Lesina. La sua testimonianza, lucida e dolorosa, porta alla luce una realtà che non può essere accettata né ignorata: la completa assenza di condizioni minime di accessibilità in un luogo che si definisce turistico.
Strade e marciapiedi in stato di abbandono, invasi da sabbia e detriti, rendono impossibile lo spostamento autonomo a chi si muove in carrozzina. Il vero scandalo, però, non è solo la presenza delle barriere fisiche, ma l’assenza della minima reazione istituzionale. Alle sue segnalazioni, inviate al Comune il 15 e il 21 luglio, non è seguita alcuna risposta. Questo silenzio non è semplice negligenza: è l’espressione più cruda dell’indifferenza, ed è inaccettabile.
Il diritto alla mobilità, sancito dalla Costituzione e ribadito in ogni convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità, non può essere sospeso per incuria o disorganizzazione. La condizione descritta dal sig. Spagnulo non riguarda solo un individuo: riguarda ogni cittadino che crede in una società civile, inclusiva, giusta.
Quando una persona è costretta a scegliere tra restare chiusa in casa o sfidare strade impraticabili, non si sta violando solo un diritto: si sta negando una parte essenziale della sua umanità. Ed è ancora più grave che tutto questo avvenga in una località che dovrebbe promuovere accoglienza e benessere.
Il CNDDU chiede con forza un’assunzione immediata di responsabilità da parte dell’amministrazione comunale di Lesina. Non è più tempo di promesse tardive o risposte formali: è il momento di agire, di rimediare con urgenza e serietà. Questo caso non può finire in una parentesi estiva da dimenticare, ma deve diventare il punto di partenza per un ripensamento radicale delle politiche locali sull’accessibilità.
L’Italia non può continuare a essere un Paese in cui i diritti vengono applicati a geometria variabile, dove l’autonomia delle persone con disabilità è garantita solo sulla carta.
Il CNDDU si schiera, senza esitazioni, al fianco del sig. Spagnulo e di tutte le persone che ogni giorno si scontrano con muri visibili e invisibili. Non ci può essere civiltà laddove si tollera l’esclusione. Non ci può essere bellezza in un luogo che respinge.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU



