Dopo l’ultimo Consiglio provinciale che ha visto di fatto la bocciatura del rendiconto dell’ente, si rinfocola la polemica tra il presidente Nobiletti e due componenti importanti della sua ex maggioranza, il Partito democratico (da mesi in rotta di collisione con il sindaco di Vieste) e Con.
In una nota congiunta proprio Partito democratico e Con sostengono che «ancora una volta il Presidente della Provincia antepone i suoi interessi personali al bene della provincia.
Tiene in ostaggio l’Ente, non potendo di fatto amministrare, solo perché vuol rimanere attaccato alla poltrona e al suo lauto compenso di 11 mila euro al mese. La realtà è sotto gli occhi di tutti: non ha più la maggioranza e dovrebbe prenderne atto rassegnando le dimissioni. Solo così tutti i provvedimenti verrebbero approvati dal Commissario per poi tornare subito alle votazioni di secondo livello”.
“È la seconda volta che accade – si legge nella nota congiunta — e in qualunque consesso civile e democratico chi non ha la maggioranza si dimette. Così funzionano le regole della democrazia. Invece no: si resta attaccati alla poltrona, accusando gli altri per ! coprire il proprio fallimento ! amministrativo e politico”.
Secondo PD e CON, l’attuale gestione della Provincia di Foggia “è senza visione, priva di confronto, fondata su decisioni prese in solitudine e imposte al Consiglio. Il rendiconto e il DUP bocciati dai trequarti del Consiglio non sono solo atti contabili, ma il risultato di un metodo dannoso e autoreferenziale. Nessun coinvolgimento, nessuna condivisione, nessuna strategia: solo eventi spot e gestione ordinaria, mentre si paralizzano servizi, scuole e strade”.
Per il gruppo consiliare del Partito democratico e per quello di Con – ovviamente sostenuti dalle segreterie provinciali – “il Presidente ha tradito la fiducia di chi lo ha eletto e sostenuto, ha interrotto ogni dialogo, ha scelto l’isolamento e ha smesso di lavorare per il bene dell’ente.
Se davvero pensa di avere il consenso, si dimetta, lasci spazio al commissario e si ri- candidi. Saranno i territori a giudicare”.
“Noi non ci pieghiamo. Non ai ricatti politici, non alle telefonate sibilline, non alla narrazione tossica del vittimismo. Ci assumiamo le nostre responsabilità, come sempre abbiamo fatto e continueremo a fare dalla parte dei cittadini della Capitanata”, conclude la nota del Partito democratico e di Con.
Il presidente Nobiletti, però, non ha alcuna intenzione di farsi da parte: «Fino all’approvazione del bilancio 2025-2027, ogni consigliere – di CON, PD o minoranza – ha potuto esercitare il proprio mandato: deleghe, funzioni, risposte immediate mie o della segreteria. Nessuno escluso. Poi tutto è cambiato.
Sono stato attaccato in modo strumentale, anche su questioni che richiedevano chiarezza. Di fronte al rifiuto di ogni collaborazione ho scelto di non reagire. Ho superato le emozioni, preferendo il silenzio al rancore. Chi c’era, sa com’è andata”, dichiara Nobiletti.
Il presidente della Provincia definisce “un atto grave” il voto contrario al rendiconto, perché determina un “deserto amministrativo” e altre conseguenze nefaste: “Oltre 8 milioni di euro bloccati: strade, scuole, servizi. Progetti già finanziati, già pronti. Ma per qualcuno – Pd e Coti in testa – contano più le liste per le regionali che i bisogni del territorio. La Corte dei Conti non giudica i post, giudica gli atti.
E dovranno rispondere punto per punto, euro per euro. Il mio mandato è chiaro: lavorare per il bene della Provincia di Foggia. Fino all’ultimo giorno. A marzo, quando si rinnoverà il Consiglio, vedremo chi resterà in piedi”.
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