Nel cuore dell’estate, tra spiritualità, cultura e colori, Ischitella (FG) si prepara a vivere uno dei momenti più attesi e identitari dell’anno: la Festa Patronale in onore di Maria Santissima Assunta e San Rocco. Un appuntamento profondamente radicato nella storia e nella devozione popolare, capace di unire generazioni in un intreccio di fede, memoria e bellezza.
La pagina facebook “Sant’Eustachio martire” documenta tutti i momenti della festa, che qui sintetizziamo:

La novena di preparazione
I festeggiamenti prendono ufficialmente il via il 6 agosto con l’inizio della novena presso la Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, punto nevralgico della vita religiosa cittadina. Le celebrazioni seguono una scansione quotidiana: nei giorni feriali, il Rosario alle 18:00 e la Messa con novena alle 18:30; nei festivi, Rosario alle 19:00 e Messa alle 19:30.
A suggellare l’avvio della festa, alle 22:30 dello stesso giorno, si accendono le spettacolari luminarie in piazza, accompagnate dalle note della Banda “Pietro Giannone”, in un’atmosfera carica di emozione e attesa.
Le origini della devozione
La festa dell’Assunta, patrona principale di Ischitella, affonda le radici in un passato lontano, probabilmente successivo alla fondazione della Chiesa Matrice intorno all’anno Mille. Il culto mariano si consolidò nel tempo, fino a essere ufficialmente riconosciuto molto prima dell’arrivo del patronato di Sant’Eustachio, proclamato nel 1643.
A partire dal Cinquecento, la celebrazione mariana si arricchisce della presenza di San Rocco, il pellegrino taumaturgo invocato durante le epidemie. La piccola chiesa a lui dedicata, situata in campagna, divenne meta di pellegrinaggi e preghiere. Ancora oggi, a fine luglio, la sua statua viene traslata in paese per essere affiancata alla Madonna Assunta durante i giorni solenni.
Le statue: simboli di fede e arte
Al centro della festa ci sono loro: le statue della Madonna Assunta e di San Rocco, autentici capolavori di fede popolare.
La statua della Madonna Assunta, realizzata a Napoli nel 1837 dallo scultore Giuseppe Verzella, fu commissionata per ringraziare la Vergine dalla protezione dal colera. Raffigurata sorridente, inginocchiata su una nube, Maria tende le mani come mediatrice tra cielo e terra. Originariamente incoronata con una corona d’argento, oggi porta un giro di stelle intrecciate con alloro e pietre preziose, simbolo della sua regalità su Ischitella.
San Rocco, invece, è raffigurato secondo l’iconografia classica: abito da pellegrino, aureola, ferita sulla gamba e il fedele cane “Reste” al suo fianco. L’opera lignea, databile tra il XVI e il XVII secolo, è rimasta intatta nei secoli e continua a rappresentare speranza e protezione per la comunità.
Entrambe le statue sono state oggetto di recenti restauri, che ne hanno restituito l’aspetto originario, valorizzandone la bellezza artistica e il significato spirituale.
L’arte dell’“Apparato”: la scenografia sacra
Una delle tradizioni più suggestive è quella dell’Apparato Sacro, la scenografia liturgica che fa da cornice alle statue durante la festa. Si tratta di vere e proprie installazioni artigianali, composte da tessuti preziosi, merletti, frange dorate e fiori, realizzate con cura da volontari e devoti.
Anticamente, l’allestimento prevedeva un trono centrale sotto la navata laterale della Chiesa Madre, in cui la Vergine sedeva affiancata da San Rocco e altri Santi come San Michele, San Giuseppe o Sant’Alfonso. Oggi, le statue vengono collocate ai lati dell’altare maggiore, ma l’anima di questa tradizione barocca continua a vivere nella cura dei dettagli e nella devozione popolare.
Le luminarie e la musica: anima popolare della festa
Non sarebbe festa patronale senza le luminarie artistiche. Le strade di Ischitella si trasformano in un percorso incantato, fatto di archi, rosoni e strutture lignee illuminate da migliaia di lampadine. Il frontone centrale, in piazza, è il cuore pulsante dell’allestimento, dove i Patroni dominano la scena sotto un trionfo di luci.
Ad accompagnare il ritmo della festa c’è la musica bandistica, che a Ischitella vanta una tradizione che risale almeno al 1839, con la Banda Giannone, poi affiancata dalla Banda Azzurra. Le marce sinfoniche e i concerti nella Cassa Armonica rappresentano un momento di grande partecipazione collettiva.
E infine… i fuochi d’artificio
Il gran finale, come da tradizione, è affidato allo spettacolo dei fuochi pirotecnici, che illuminano il cielo sopra Ischitella con un’esplosione di colori e suggestione. Un congedo emozionante, che chiude i festeggiamenti lasciando nei cuori il ricordo di giorni vissuti intensamente tra fede, storia e bellezza.
La festa patronale di Ischitella non è solo una celebrazione religiosa, ma un evento identitario che coinvolge tutta la comunità, intrecciando passato e presente. È l’occasione per riscoprire le proprie radici, rafforzare i legami e rinnovare la devozione verso Maria SS. Assunta e San Rocco, custodi spirituali della cittadina.teresa maria rauzino




