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VERSO LE REGIONALI/ “BLUFF DECARO, VUOLE SFIDARE SCHLEIN E POI DIVENTARE PREMIER”

Fuoco di sbarramento dal centrodestra contro Antonio Decaro, candidato in pectore come governatore per i progressisti, e smarrimento nel campo progressista per la fase di incertezza verso il voto, mentre il presidente Michele Emiliano, firmando a Roma con il ministro Adolfo Urso uno storico patto per mettere al sicuro l’acciaieria ionica, rinsalda il suo patto operativo con la leader dem Elly Schlein, che seguiva quotidianamente il dossier Taranto.

Dai meloniani arriva un duro attacco all’europarlamentare dem, con una nota che inquadra la sua possibile candidatura come una tappa solo strumentale rispetto ad altri obiettivi: «Il giovane Antonio Decaro, candidato alla presidenza della Regione, sta facendo di tutto per togliersi di dosso l’odore ancestrale del suo creatore (Michele Emiliano) e, forte dell’ultimo successo editoriale, decide di essere ‘vicino’ al nuovo asse (Conte&Renzi), con una strategia politica che ha ben chiaro in mente: la presidenza della Puglia è il trampolino di lancio per diventare segretario nazionale del Pd, e, in seguito, candidato premier». Per questo Fdi è sferzante: «Insomma: la Puglia e i pugliesi sono solo un ‘passaggio’ per ben altra carriera politica».

I componenti del gruppo regio­nale di Fratelli d’Italia in Puglia, il capogruppo Renato Perrini e i consiglieri Dino Basile, Luigi Ca­roli, Giannicola De Leonardis, Paolo Pagliaro, Tommaso Scati-gna e Toma Spina poi formulano una provocazione mirata: «Una domanda però giunge spontanea: il nostro prode combatterà per il Regno di Puglia con il paracadute, come già fatto quando scese in campo per il Comune di Bari, per succedere al suo creatore, oppure, dato che è il moderno paladino dei sindaci, lascerà lo scranno di Bru­xelles un minuto prima di accet­tare la candidatura a Zar di tutte le Puglie e successivo Anschluss della segreteria nazionale del Pd?».

«Solo dimettendosi prima – spiegano i consiglieri di Fdl – di­mostrerebbe di essere ‘vicino’ ai tanti sindaci, di cui saranno piene le sue liste, che, dovendo dimet­tersi prima della candidatura, lasceranno intere comunità senza guida».

 «Su questo crediamo che i pugliesi esprimeranno il loro dis­senso nei confronti di chi seque­stra il voto degli elettori non al fine di portare a termine il man­dato ricevuto, ma al solo scopo di esaudire la propria voglia smisu­rata di lavorare per ambire a ca­riche più remunerative e di ge­stione del potere»: da destra l’ac­cusa, in sintesi è quella di acca­parrarsi spaziali potere regionale per competere a livello nazionale e sfidare Elly Schlein.

La candidatura di Decaro, in­tanto, resta in una sorta di fri­gorifero: non c’è la sua disponi­bilità a correre se saranno nelle liste anche Emiliano e Nichi Vendola (co­me aspiranti con­siglieri), e ogni tentativo di ricom­porre o mediare ha portato a costanti fumate nere, ali­mentando una inattesa incertez­za nella dirigenza del centrosinistra e un possibile «liberi tutti» nell’area civica, for­tino elettorale che ha consentito alla coalizione di imporsi negli ultimi dieci anni senza affanni.

Nell’alleanza di centrodestra, infine, resta sul tavolo la dispo­nibilità di Forza Italia a schierare come candidato presidente Mau­ro D’Attis, vicepresidente della Commissione An­timafia, mentre le indiscrezioni su possibili imprendi­tori da schierare come candidati ci­vici non hanno al momento riscon­tri. L’imprenditore Giuseppe Vinella, «ringraziando per l’interessamento mostrato verso il suo profilo», ha manifestato l’indisponibilità a svolgere «ruoli po­litici, essendo quotidianamente impegnato nella cura e sviluppo delle sue aziende».

gazzettadelmezzogiorno