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VIESTE – EMERGENZA SANITA’, L’AVVOCATO PASQUALE CHIONCHIO: “I miei assistiti auspicano che questa tragedia non resti vana, ma invocano giustizia”

(Riceviamo e pubblichiamo) —–
Spett.le Redazione,
il grave episodio luttuoso che ha colpito la sig.ra Antonia Notarangelo, madre dei miei assistiti, era, paradossalmente, prevedibile.
La totale, gravissima disfunzione organizzativa del Servizio “118” in Puglia, ma soprattutto in questa provincia, è da tempo nota a tutti.
Ai cittadini, agli Operatori ed anche alle autorità regionali.
Quindi, purtroppo, è stata una “morte annunciata”.
Un Presidio sanitario è tale se c’è (almeno) un medico.
Un Presidio sanitario di una Città come Vieste, distante dal primo nosocomio circa 70 Km, senza un servizio di Elisoccorso non serve a salvare vite umane in situazioni d’urgenza.
Quello che è successo alla madre dei miei assistiti è doppiamente grave, quindi, perché prevedibile. Prevedibile da chi amministra la sanità regionale, dal basso, sino a Bari.
In questo, quindi, è da ravvedersi una gravissima responsabilità che, oltre a quella individuale da accertare nelle Sedi opportune, risale sino alle stanze in cui si assumono impegni, decisioni e scelte. Ma anche di queste si chiederà giudiziale accertamento.
E di tanto i miei assistiti, ma forse tutti i cittadini del Gargano, chiedono,ormai esausti, accertarsi gli esatti e puntuali profili di responsabilità (che ormai si dipanano, per una nuova e risolutiva Giurisprudenza) sino a coinvolgere non solo singole persone ma, finalmente, anche Enti pubblici; quegli Enti (pubblici) ai quali ultimi la legge rimette la gestione e salvaguardia della salute pubblica.
I miei assistiti auspicano che questa tragedia non resti vana, ma invocano giustizia. E forse questa volta la via giudiziale sarà la via maestra.
Avv. Pasquale Chionchio