Chiusi gli ombrelloni avevo promesso di ritornare sull’argomento ‘Cultura ed eventi’. Spero si possa fare serenamente e, sempre serenamente, giungere ad una piattaforma, studiata e condivisa, entro il prossimo mese di febbraio del 2026. Lo spazio culturale rappresenta, più degli altri settori, il biglietto di presentazione di un paese.
La ‘Cultura’ e gli eventi che ne scaturiscono, in senso generale, amplificano ed espandono la conoscenza di una comunità se messa nelle mani giuste. Essa è l’anima che rende visibile l’identità di un luogo: è pensiero, è lavoro, è studio, è aria ed ossigeno, è respiro del paese. Una ‘stagione alla Nicolini’ (nelle giuste proporzioni), oppure riscoprire il progetto regionale “365 giorni” è possibile, tutto fatto in casa.
Abbiamo le risorse giuste, manca la costruzione di una carta d’identità per capire questa Vico che continua a vivere d’improvvisazioni; si pasticcia intorno agli “eventi” come passatempo e per il contentino estivo; “Il tanto quanto basta”, come il prezzemolo nelle minestre, si occupa la prima fila delle sedie, la prima fila nelle processioni, poi si saluta, si ringrazia frettolosamente, si contano i like degli amici; così il compito, la funzione, la delega chiude con la coscienza tranquilla.
Se ne riparla l’anno prossimo. Avete sentito parlare, almeno una volta, di tale Nicolini? Cosa è stato Nicolini per la cultura e per gli ‘eventi estivi’: una vera e propria rivoluzione per Roma ed i romani. Fu ospite anche a Vico del Gargano. La sua politica era incentrata sulle persone giuste, sul recupero di spazi culturali: le piazzette trasteverine, gli schermi nelle spiagge e nelle piazze, le cantine, i teatri nelle strade, i cinema d’essai, i cineclub, le grandi iniziative estive come i concerti all’aperto, le proiezioni a Massenzio. Nel ’76 Giulio Carlo Argan, contro tutte le previsioni, lo nomina assessore alla cultura, ha 34 anni.
Ci sono dei ‘Nicolini o Nicoline’ da noi? Ci sono, ne abbiamo a decine nel campo delle arti figurative, della musica, del teatro, del cinema, della letteratura, del cibo, dell’escursionismo, una salutare riedizione del ‘Gargano Village’. Ma tutto questo deve diventare “progetto”, “politica”.
Il lavoro di delega si riduce tutto ad un clichè; un andazzo povero, miserevole di proposta e idee, ahinoi. Se poi aggiungiamo che due assessorati e due deleghe, cultura e borghi, si sovrappongono, si mischiano, si confondono l’una nell’altra, spesso gareggiano a chi la spara più grossa, caratterizzate da decisione “motu proprio”, senza un minimo di programmazione costruita in tempi giusti, concertazione, senza un necessario passaggio in Consiglio comunale per raccogliere contributi o migliorie (che ci potrebbero essere), senza agire nel rispetto della terzietà della delega, nella pratica dell’amichettismo, del simpaticone, del cliente di turno, nell’ azione privatistica dell’assessorato, il quadro si completa.
Manca volontà, dedizione, studio, conoscenza, preparazione. Manca tutto! La lettera inviata in redazione il 10 agosto sull’opera muraria in San Menaio e le decine di telefonate ricevute sul lettino di Casa Sollievo sulla presentazione di un libro “presuntamentesportivo” e sperpero di pubblico danaro, dimostrano che c’è una cultura del pressappochismo. Aspettavamo cose diverse, un colpo d’ala, ed invece abbiamo subito una ribollita. Se non ci fossero stati contributi ‘fuori sacco’ avremmo assistito al peggiore dei cosiddetti”programmi estivi”. Cosa si aspetta? L’anno prossimo…
cordialmente!
michele angelicchio



