Menu Chiudi

“PARCO DELLE BOE” ALLE TREMITI LA SINDACA LISCI SCRIVE A MATTARELLA: “IL PROGETTO DEL PARCO DEL GARGANO DANNEGGIA I NOSTRI FONDALI”

Dalle Tremiti un  ap­pello al presidente della Re­pubblica. La sindaca Annalisa Lisci ha inviato una lettera chiedendo aiuto. “Le nostre meravigliose isole, unico arci­pelago italiano dell’Adriatico – scrive – sono minacciate da un progetto che, pur sotto l’e­gida di un Parco Nazionale e con l’apparente obiettivo della tutela ambientale, sta invece danneggiando gravemente i fondali della nostra Area Ma­rina Protetta e, con essi, l’eco­nomia, già fragile, della nostra comunità”.

Lisci spiega cosa sta accadendo nell’arcipela­go, ricordando che dal 1991 le Isole Tremiti sono state in­cluse nel Parco Nazionale del Gargano. “Tuttavia – evidenzia -, è evidente che le peculiarità ambientali, culturali e sociali delle isole sono profondamen­te diverse da quelle di un ter­ritorio montuoso come il Gar­gano, con cui condividiamo ben poco se non la prossimità geografica. In oltre trent’anni, l’Ente Parco ha imposto vincoli spesso scollegati dalla realtà e dai bisogni della popolazione locale.

L’ultimo episodio, par­ticolarmente grave, riguarda l’approvazione di un progetto per la realizzazione di un “Par­co Boe” che, di fatto, ostacola le attività turistiche su cui si basa la nostra economia”. L’inter­vento prevede l’installazione di circa 100 boe per il diporti­smo estivo, mediante trivella­zione dei fondali marini. “Que­ste boe – protesta la sindaca -, oltre a non garantire sicurezza alle imbarcazioni, vengono rimosse durante l’inverno, la­sciando il nostro mare ferito e la comunità priva di benefici concreti.

Ora che siamo riusciti a ottenere un finanziamento per la realizzazione di un por­to che potrebbe dare respiro al nostro arcipelago, ci troviamo costretti ad assistere a un inter­vento invasivo e privo di reale confronto con la popolazio­ne”.

 Il Comune ha chiesto un incontro con Ispra (l’Istituto per la protezione ambientale) e il ministero dell’Ambiente, per proporre una variante pro­gettuale “sostenibile e rispet­tosa della realtà delle Diomedee”. “Ma ad oggi – aggiunge la sindaca -, l’unica risposta è sta­ta l’inizio dei lavori e l’evidente ostilità di un Ente che preferi­sce ascoltare ragioni economi­ che piuttosto che quelle della popolazione residente”. Infine l’appello a Mattarella: “Le chie­do di ascoltare il grido d’al­larme delle Isole Tremiti e di aiutarci a trovare una soluzio­ne che non sacrifichi il nostro territorio, la nostra identità e la nostra sopravvivenza eco­nomica in nome di una tutela ambientale solo apparente”.