
Bacoli – Un viaggio tra paesaggi, fede e memoria ha conquistato il pubblico della terza edizione del Festival del Cinema e della Cultura Archeologica di Bacoli (FAB). A ricevere il Premio del Pubblico è stato il documentario “Gargano Sacro” del videomaker pugliese Lorenzo Scaraggi, che racconta un cammino profondo e viscerale attraverso i luoghi sacri del promontorio pugliese.
L’opera, presentata nella cornice suggestiva del Parco Borbonico del Fusaro, ha saputo unire il valore documentaristico a un linguaggio intimo, quasi poetico, in grado di parlare anche a chi dell’archeologia ha una visione più distante.
«Ho voluto raccontare i pellegrini, la loro fede, i santuari rupestri, la pietra viva e il vento del Sud – ha dichiarato Scaraggi durante la premiazione – Un viaggio attraverso la spiritualità, il paesaggio e la memoria, in un’Italia lontana dalle cartoline».

Scaraggi è un viaggiatore e narratore pugliese che ha dedicato la sua vita a raccogliere storie attraverso la fotografia e il video. Iniziando come giornalista con studi in Lettere, ha viaggiato in luoghi significativi come Bosnia, Iraq e Cina. Insieme all’amico Peppino, dopo un viaggio nel Sahara, decise di comprare un camper dell’82, ribattezzandolo Vostok (come la missione del primo uomo nello spazio) e ideando il Progetto Vostok100k. Viaggiarono per tutta l’Europa, arrivando in Anatolia e a Capo Nord. Lorenzo prosegue oggi i suoi viaggi con il camper, raccontando nuove esperienze, in una continua esplorazione del mondo.
Quest’anno il suo documentario “La voce di Vico”, dedicato alla Settimana Santa di Vico del Gargano Fg), ha ricevuto un importante riconoscimento al Festival del Cinema di Cefalù.

Un diploma di merito « per aver saputo raccontare – secondo la Giuria – con profondità visiva e umana una tradizione secolare che unisce spiritualità, coralità e identità collettiva. Attraverso immagini evocative e una narrazione attenta, il regista porta lo spettatore nel cuore della Settimana Santa di Vico del Gargano, dove il canto del ‘Miserere’ e l’‘Evviva la Croce’ diventano atti di fede e resistenza culturale. La pellicola restituisce la bellezza di un rito che attraversa il tempo, raccogliendo i timori e le speranze di una comunità che lotta per non perdere la propria voce. Un’opera che emoziona, coinvolge e invita a riflettere sul valore della trasmissione orale e spirituale in un mondo sempre più distratto dalla propria memoria».
Una vittoria che parla al territorio e oltre
Il premio assegnato dal pubblico al giornalista e videomaker pugliese
Lorenzo Scaraggi ha un valore simbolico preciso: segnala la crescente attenzione per un’archeologia emozionale, legata non solo ai reperti ma anche al modo in cui i luoghi parlano alle persone. “Gargano Sacro” è un esempio di cinema che unisce patrimonio culturale e dimensione umana, offrendo uno sguardo alternativo al classico documentario didascalico.
La vittoria del film di Scaraggi apre anche una riflessione sul rapporto tra Sud Italia, spiritualità popolare e valorizzazione culturale, tema centrale per un festival che si svolge nel cuore dei Campi Flegrei, una delle aree archeologiche più ricche (e spesso dimenticate) d’Europa.
Gli altri premi e il bilancio del festival
Oltre a “Gargano Sacro”, il festival ha premiato anche come miglior film scelto dalla giuria: “Pompei: The New Dig” di Elena Martelliti, che racconta la quotidianità degli scavi a Pompei, restituendo il volto umano del lavoro archeologico.
Menzione speciale a “Vitrum”, per l’uso innovativo delle riprese subacquee e delle ricostruzioni digitali, a testimonianza dell’apertura del festival alle nuove tecnologie.
Con oltre 2.500 spettatori e più di 500 bambini coinvolti nei laboratori didattici, il FAB si conferma un evento in crescita, con ambizioni nazionali. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione attiva della Soprintendenza Archeologia di Napoli, del Comune di Bacoli e di realtà editoriali come Focus Junior, segnando un forte investimento nella formazione delle nuove generazioni.

Un festival tra identità e sfida culturale
Il successo di “Gargano Sacro” racconta anche la direzione che il Festival sembra voler prendere: non solo promozione di film archeologici, ma una riflessione più ampia su come raccontare il patrimonio, su quali voci scegliere e su come coinvolgere il pubblico emotivamente.
Se Bacoli ambisce a diventare Capitale Italiana della Cultura 2028, eventi come questo possono esserne l’anima narrativa. La sfida, oggi, è di portare questi contenuti fuori dalla nicchia e renderli centrali nel dibattito culturale nazionale.
FAB ha tracciato una rotta chiara. Il pubblico, con la sua scelta, ha espresso la sua opinione. Positiva.
teresa maria rauzino



