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SANITÀ PUGLIA/ DUE MAXI CONCORSI  IN CAMPAGNA ELETTORALE: IN PALIO 2MILA ASSUNZIONI DI OSS E INFERMIERI: UN TERZO VANNO A FOGGIA

La soluzione del problema delle cinque aziende sanitarie che da 17 giorni sono senza direttore generale non è ancora stata ufficializzata. Ma nel frattempo la Regione si prepara a lanciare tre concorsoni, due dei quali verranno gestiti proprio da Asl prive di manager. I primi due metteranno in palio mille mille posti ciascuno per infermiere e Oss, mentre la terza procedura darà il via alla mobilità intraregionale per permettere spostamenti tra le varie aziende. Proprio alla vigilia delle elezioni.

Questi concorsi erano attesi almeno da maggio. Ora una circolare del dipartimento Salute contenente le osservazioni sulle bozze di bando conferma che la pubblicazione è «imminente», e dunque la scadenza delle domande potrebbe arrivare proprio a ridosso della tornata elettorale anche se poi materialmente le prove si svolgeranno non prima di aprile-maggio. Da tempo ormai la sanità pugliese punta sui concorsoni, organizzati da una Asl per tutte le altre in maniera da concentrare in un solo luogo la singola categoria professionale: le graduatorie vengono poi fatte scorrere, in molti casi assorbendo tutti gli idonei, per cui è probabile che (in due anni) si potrà andare anche molto oltre il numero di assunzioni programmato.

Come la volta scorsa a gestire il concorso per infermieri sarà la Asl di Bari, mentre quello per gli Oss è stato assegnato ai «Riuniti» di Foggia (ima delle aziende ri­maste senza guida). Ci sarà una prova preselettiva a quiz, per la quale verrà messa a disposizione la banca dati. Colpisce però soprattutto la suddivisione territo­riale dei posti messi a bando: a Bari (che è grande quanto le Asl di Bat, Brindisi, Taranto e Lecce messe insieme) sono destinati ap­pena 80 infermieri e 100 Oss, mentre Foggia (la terza per popola­zione, la quarta per numero di ospedali) ottiene ben 291 infermieri e 316 Oss (un terzo del to­tale). Il dipartimento spiega che i posti sono assegnati «in misura proporzionale al rispettivo ninne­rò di posti vacanti», rilevati nello scorso maggio e verificati a ot­tobre.

Ma la novità assoluta è l’avviso per la mobilità intraregionale che verrà gestito dalla Asl Bat (anche questa senza direttore generale). Gli scambi tra Asl sono un pro­blema spesso non risolvibile se non con l’intervento dei sindacati o della politica: il tentativo di afrontarlo con una procedura tra­sparente (come si fa in altre Re­gioni) è un passo avanti, anche se la coincidenza con le elezioni po­trebbe dare a questo bando un sapore non voluto. Anche perché i posti disponibili sono tantissi­mi: ben un terzo dei posti vacanti in pianta organica per la mobilità del comparto (pari a 788 unità), 700 per gli infermieri e 300 per egli Oss. Anche in questo caso, a fare la parte del leone è la Asl di Foggia che avrà a disposizione ben 633 posti con la mobilità (di cui 203 sono infermieri, 99 ausiliari e 96Oss).

Il 18 settembre l’assessore alla Salute, Raffaele Piemontese, ave­va incontrato i sindacati per fare il punto della situazione. Era emerso che l’avviso pubblico di manifestazione di interesse per la mobilità pubblicato a luglio dalla Asl Bat aveva ricevuto 3.800 do­mande, di cui 2.300 provengono da dipendenti del Policlinico e dei Riuniti che vogliono trasferirsi alle rispettive Asl territoriali (Ba­ri e Foggia). Un fenomeno di «fuga dagli ospedali dove si cura la gen­te» che non sembra in linea con le finalità dell’avviso (favorire chi risiede in una provincia e lavora in un’altra). Ma ai 1.000 posti di infermieri e Oss previsti in mo­bilità si sono poi aggiunti gli altri 700 del comparto, alcuni dei quali sono singoli e sembrerebbero fi­nalizzati a risolvere situazioni identificabili con nome e cogno­me.

La Regione si era impegnata a pubblicare i bandi entro la prima decade di ottobre, termine che è già stato superato per la necessità di apportare alcune correzioni: è stato escluso ad esempio (come voleva fare Asl Bari) che le gra­duatorie possano essere utilizza­te anche dagli enti ecclesiastici. Ma c’è un altro nodo, non secon­dario: mentre per il bando infer­mieri (Asl Bari) non c’è problema, per gli altri due non è chiaro chi dovrà firmare le relative delibere. Riimiti di Foggia e Asl Bat non possono procedere fino a quando non verrà nominato il nuovo di­rettore generale o il commissario. E anche per questo, spiega chi sta seguendo il dossier, sulle nomine non è più possibile perdere tem­po.

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