Era costretto a vivere perennemente su un balcone, finché, in preda alla disperazione, è precipitato dal terzo piano. È la tragica sorte di un cane lupo cecoslovacco a Lecce, il cui proprietario è stato condannato dal Tribunale Penale per detenzione incompatibile di animali.
Nel processo è intervenuta come parte civile l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che si era opposta alla richiesta di archiviazione inizialmente presentata dal Pubblico Ministero. L’associazione ha accolto con soddisfazione la sentenza, che rappresenta un importante riconoscimento della gravità della vicenda, anche se nulla potrà restituire la vita al povero animale.
“La detenzione di un cane sul balcone, o comunque in condizioni non naturali, può portare a episodi drammatici come quello accaduto in questo caso, fino a causare la morte dell’animale. Ancora una volta la giurisprudenza riconosce la responsabilità di chi tiene gli animali in modo inadeguato. L’OIPA continuerà a battersi perché sia riconosciuta, anche nelle aule di tribunale, la tutela legale degli animali come esseri senzienti”,
Dichiara l’avvocata Claudia Taccani, responsabile dell’Ufficio Legale OIPA Italia.
La vicenda richiama l’attenzione sulla responsabilità dei proprietari e detentori di animali, che hanno l’obbligo di rispettarne le esigenze etologiche, fisiche e psicologiche. Gli animali non sono oggetti o “giocattoli”, ma membri della famiglia a tutti gli effetti.
L’OIPA ha inoltre espresso gratitudine all’avvocata Vincenza Raganato del foro di Lecce per il patrocinio prestato e al dottor Roberto Vitullo, medico veterinario di Roma, per il supporto tecnico-scientifico che ha permesso di dimostrare in modo inequivocabile le condizioni incompatibili in cui viveva il cane.
L’associazione ribadisce il proprio impegno a monitorare i casi di maltrattamento e a promuovere azioni legali a difesa di chi non può difendersi.



