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IL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO FESTEGGIA TRENT’ANNI DI NIENTE.       

Il titolo di un bel film di qualche tempo fa diceva “Prada, sotto il vestito niente”. Per un cittadini del Gargano potremmo dire la stessa cosa:”Parco Nazionale del Gargano, sotto gli alberi niente”. Oggi, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gilberto Fratin e del Commissario Straordinario Raffaele Di Mauro, il parco festeggia 30 anni dalla costituzione con un mese di iniziative intorno alla vita, ruolo, valore e, speriamo, prospettive dell’Ente di via Sant’Antonio a Monte Sant’Angelo.

Festeggiare il nostro parcosuona come un paradosso a seconda di come lo intendi e come lo vivi. Cinque presidenti: Petrilli, Fusilli, Gatta, Pecorella, Pazienza; più due di recente nomina: Di Mauro e D’Errico, in attesa di capire qualcosa di serio. Non risalgono alla mente fatti e “governo del territorio”.

Ad eccezione della presidenza del compianto Matteo Fusilli e del suo “Piano del Parco”, che aveva suscitato e coalizzato intorno ad una idea di sviluppo e tutela, le altre presidenze sono state scritte con inchiostro simpatico. Quasi uno studio accurato per ricordarsi che sul Gargano si contempla il silenzio e si guarda il panorama con le albe ed i tramonti.

Quasi una consapevolezza, una politica del non fare, non muoversi, vivere in una bolla per raccontare le pause da un presidente all’altro. Ad ogni celebrazione si tiene un bel discorsetto colmo di promesse vaghe e ,soprattutto, non vincolanti e alla fine si brinda all’attesa,“festeggiare l’immobilismo”; il modo più sicuro per restare seduti sulla sedia comoda, “tanto non cambia mai niente”. Oggi si festeggia la solidità dell’immobilismo, la grande vittoria dei trent’anni per non essere andati da nessuna parte. Le parole del ministro:”…i parchi stanno assumendo valore sociale, turistico, occupazionale…”

Cordialmente signor Gilberto, noi in trent’anni non ce ne siamo accorti.

Michele Angelicchio