Menu Chiudi

PROVINCIA DI FOGGIA/ IL CONTENZIOSO SUL COMMISSARIO AD ACTA APPRODA AL CONSIGLIO DI STATO

Il caso della mancata nomina del commissario ad acta per l’approvazione del rendiconto di gestione della Provincia di Foggia arriva al Consiglio di Stato, dopo l’ennesima battuta d’arresto del 7 novembre.

Il giorno precedente, il 6 novembre, il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Foggia – assistiti dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Bari – avevano presentato ricorso contro la sentenza del Tar Puglia, chiedendone la sospensione dell’esecutività. La Prefettura ha agito in linea con le indicazioni del Ministero.

Il Tar Puglia, presieduto da Leonardo Spagnoletti, aveva in parte accolto il ricorso presentato dal presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti, annullando il diniego del prefetto e dichiarando illegittimo il silenzio amministrativo sulla richiesta di nomina del commissario. Tuttavia, il tribunale non era arrivato a disporre la nomina vera e propria.

Nella motivazione, i giudici amministrativi avevano sottolineato come la Prefettura avrebbe dovuto attivare tutti gli strumenti previsti dalla legge per superare lo stallo politico-istituzionale, anche ricorrendo – se necessario – all’articolo 141, comma 2, del Tuel, che consente la nomina di un commissario o, nei casi più gravi, lo scioglimento del Consiglio provinciale. Un passaggio che gli oppositori del presidente Nobiletti hanno interpretato come un elemento di criticità.

La Provincia di Foggia si costituirà in giudizio affidando nuovamente la difesa all’avvocato Antonio Leonardo Deramo, affiancato dal collega Gennaro Rocco Notarnicola, esperto in diritto amministrativo. La delibera provinciale specifica che il compenso professionale sarà corrisposto in misura unica, senza duplicazioni, indipendentemente dal numero dei legali coinvolti.

L’udienza non è ancora stata calendarizzata, ma il collegio del Consiglio di Stato dovrebbe pronunciarsi entro una ventina di giorni. Il presidente Nobiletti ha infine ribadito che non vi sarà alcuno scioglimento del Consiglio provinciale, confermando la volontà di proseguire con l’attuale amministrazione.