La sindaca Lisci attacca: “Centocinquanta boe trasformano l’arcipelago in un parcheggio del diportismo”. Ma un precedente parere comunale complica il fronte del no.
Sit in di protesta questa mattina sulla banchina dell’isolotto di San Domino alle Isole Tremiti dove pescatori e operatori marittimi dell’arcipelago hanno ribadito il no al campo boe nell’area marina protetta. Scarsa la partecipazione in un periodo in cui sull’isola risiedono davvero in pochi dopo la stagione turistica. Ci si aspettava sicuramente più partecipazione degli operatori che evidentemente sentono poco il problema e durante l’inverno preferiscono starsene altrove.
La sindaca Annalisa Lisci nei giorni scorsi aveva risollevato il problema. “Mettere 100 boe e fare diventare le Isole Tremiti un parcheggio dell’Adriatico per il diportismo non è tutelare l’ambiente. Il progetto va assolutamente rivisto. In un territorio fragile come il nostro, ascoltare davvero chi ci vive non è un dettaglio:è la base di ogni scelta sensata. Un’Area Marina Protetta funziona solo quando tutela l’ambiente e rispetta le esigenze della comunità che la custodisce ogni giorno”.
Tuttavia il Comune delle Isole Tremiti con un provvedimento del 4 ottobre 2024 a firma del responsabile del settore Urbanistica, Gianluca Di Donato, esprimeva parere favorevole condizionato alla richiesta da parte del Parco Nazionale del Gargano di specchi acquei per la realizzazione di 7 campi boe per l’ormeggio di unità da diporto, e l’installazione di 6 boe per i segnalamenti marittimi.
saverio serlenga



