L’articolo 56 della legge di Bilancio prevede un incentivo economico per genitori separati o divorziati che devono sostenere la spesa di un nuovo alloggio.
Con la legge di Bilancio è in arrivo anche un sostegno economico per le spese di un alloggio per genitori separai o divorziati. È quanto si legge all’articolo 56 del testo finora in circolazione. La misura è rivolta a coloro che «non sono assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà con figli a carico, fino al compimento dei 21 anni di età» e, per finanziarla, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha istituito un fondo da 20 milioni di euro a partire dal 2026.
Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di un «contributo fiscale e tangibile per i genitori che non vivono insieme e hanno un problema con la casa. Un contributo economico per tornare nel circuito della casa», aggiungendo che «sono centinaia di migliaia e sostenerli è una mossa di equità sociale». Infine, ha specificato che l’incentivo – nonostante il testo parli genericamente di genitori separati – sarà rivolto per lo più ai padri, dal momento che «sono soprattutto loro a dormire in macchina, alla Caritas, a tornare dai genitori».
Non sono ancora noti i dettagli sulla gestione della misura e sulla distribuzione delle risorse ai genitori che ne possono beneficiare. Sarà un decreto dei ministeri delle Infrastrutture e dei trasporti e dell’Economia e delle finanze a definire i criteri e le modalità di erogazione, con tanto di limiti di spesa. L’obiettivo, come ha ribadito anche Salvini e come si legge nella relazione allegata alla manovra, è tenere conto non solo dell’incremento dei costi di vita, dell’affitto e di soluzioni abitative a prezzi sostenibili, ma anche del costante aumento di separazioni e divorzi degli ultimi anni e della condizione di impoverimento che spesso caratterizza il genitore non affidatario, il quale «si trova nella necessità di reperire un nuovo alloggio in tempi brevi e con risorse economiche ridotte».
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