Sono otto i nuovi permessi di ricerca per l’estrazione di gas e petrolio rilasciati in provincia di Foggia. Sommando anche le sei concessioni di coltivazione cessate, attualmente in attesa di ripristino minerario, la superficie coinvolta raggiunge complessivamente 1.143,42 km², una porzione significativa della Capitanata. A denunciare il quadro è il Circolo Arci “Maria Schinaia” di Foggia, che ha analizzato il Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e della Geotermia di ottobre.
“Che la Capitanata fosse appetibile per gli investimenti sulle energie rinnovabili era noto, ma pochi sapevano della presenza sotterranea di idrocarburi capaci di attirare nuove perforazioni”, spiega il presidente Tonino Soldo. La recente sospensione definitiva del Pitesai, decisa dal Tar Lazio, ha infatti riaperto la strada alle esplorazioni fossili: “Sono state assegnate oltre trenta licenze in tutta Italia, e il governo punta a recuperare la produzione nazionale perduta di gas e petrolio”, sottolinea l’Arci.
Secondo l’associazione, le nuove autorizzazioni non vanno nella direzione della lotta ai cambiamenti climatici e continuano a favorire un sistema ancora fortemente dipendente dalle fonti fossili. “Si elargiscono troppi sostegni a filiere ormai prive di senso: molti pozzi poco produttivi non pagano accise e lo Stato italiano spende ogni anno miliardi in sussidi che incentivano attività dannose per ambiente e cittadini”, afferma Soldo.
Le nuove attività estrattive in Capitanata
Tre permessi di ricerca – 202,10 km²
Sciascitiello (Aleanna) – Deliceto, Rocchetta Sant’Antonio, Sant’Agata di Puglia
Fontana Villanella (Aleanna) – Alberona, Biccari, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Motta Montecorvino, Pietramontecorvino, Volturara Appula, Volturino
Posta del Giudice (Apennine Energy) – Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Lucera, Pietramontecorvino, San Severo, Torremaggiore
Cinque concessioni di coltivazione attive – 171,07 km²
Lucera – Gas Plus Italiana, Canoel Italia
Masseria Grottavecchia (tra Molise e Puglia) – Canoel Italia, Gas Plus Italiana, Energean Italy, Irminio
Tertiveri – ENI, Gas Plus Italiana
Torrente Celone – Rockhopper Civita, Energean Italy
Valle del Rovello – titolare come da elenco ufficiale
Sei concessioni cessate, in attesa di ripristino – 670 km²
Candela – ENI, Energean Italy
Masseria Acquasalsa – Gas Plus Italiana, Energean Italy, Canoel Italia
Masseria Petrilli – Canoel Italia, Gas Plus Italiana
Pecoraro – ENI
Sedia d’Orlando – ENI
Torrente Vulgano – ENI
L’appello dell’Arci: “Stop alle trivelle e piano energetico davvero sostenibile”
Il Circolo “Maria Schinaia” chiede risposte immediate agli enti locali e al governo nazionale:
stop alle nuove estrazioni in mare e a terra
eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD)
divieto dell’airgun per le prospezioni
un Piano energetico nazionale orientato alla decarbonizzazione e a un futuro rinnovabile
Le perforazioni, conclude Soldo, espongono il territorio a rischi significativi: subsidenza, instabilità del suolo, impatti paesaggistici, inquinamento delle falde e danni all’agricoltura. “Serve coerenza nelle politiche climatiche e una reale tutela della qualità della vita dei cittadini”.



