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Mai Arrendersi: la lezione di vita del colonnello Carlo Calcagni

A volte la forza non sta nel corpo, ma nella volontà. E quella del colonnello Carlo Calcagni è una forza che sposta montagne. La sua storia – segnata dal dolore, dalle ferite di una missione che gli ha cambiato per sempre il destino – è diventata un inno alla vita, alla disciplina, alla capacità di rialzarsi quando tutto sembra crollare.

All’Istituto IPEOA “Enrico Mattei” di Vieste, grazie all’impegno di Vincenzo Mastromatteo, gli studenti hanno incontrato un uomo che non si limita a raccontare: testimonia, ogni giorno, cosa significhi resistere.

Calcagni, ufficiale dell’Esercito Italiano e campione paralimpico, porta addosso le conseguenze della missione NATO del 1996 in Bosnia-Erzegovina: l’esposizione a uranio impoverito e amianto gli ha provocato gravi patologie, tra cui una forma aggressiva di sclerosi multipla e la sensibilità chimica multipla (MCS). Un “ferito per servizio”, una vittima del dovere, ma soprattutto un atleta della vita che ha trasformato la sofferenza in un percorso di rinascita.

Durante l’incontro è stato presentato anche il suo libro, “Mai arrendersi”: un viaggio biografico che attraversa due vite – quella delle medaglie da atleta normodotato e quella, non meno luminosa, delle vittorie da paralimpico. Calcagni racconta le sue giornate fatte di ripartenze continue, di equilibrio cercato e riconquistato, di mattine in cui bisogna raccogliere tutte le forze per dire, ancora una volta, io non mollo.

Gaetano Simone