La decisione, presa dopo il mandato dell’Assemblea del 21 novembre, punta a sbloccare lo stallo su questioni economiche e contrattuali.
Il nodo principale è il mancato pagamento degli arretrati previsti dal nuovo CCNL Sanità Pubblica 2022-2024, già operativo dal 27 ottobre 2025. I sindacati denunciano il blocco nell’applicazione degli aumenti e avviano azioni legali per ottenere le somme dovute.
Lo stato di agitazione riguarda anche:
mancato saldo del premio di risultato 2025, ritenuto ingiustificato;
stallo sul Contratto Integrativo Aziendale, nonostante mesi di confronti;
mancata attribuzione degli incarichi Dep, che ostacola progressioni e valorizzazione del personale.
Se l’azienda non darà risposte, sono previste ulteriori iniziative di protesta, fino all’eventuale sciopero.



