Il governatore alla festa della Fiamma: panel sanità con Schillaci e Gemmato.
Ogni uscita pubblica è parte di un percorso di costruzione di una immagine nuova della Regione Puglia: con questo spirito, in attesa della proclamazione da parte dei componenti della Commissione della Corte d’Appello, Antonio Decaro inizia a comporre una agenda di impegni politici per le prossime settimane. Sabato 13 sarà a Roma, ospite della festa di Fdi Atreju. Interverrà in un panel mattutino dedicato al tema «Trasparenza ed efficienza: più valore alla nostra sanità». Sul palco con il neo governatore ci saranno Orazio Schillaci (ministro della Salute), l’esponente meloniano barese Marcello Gemmato (sottosegretario di Stato al Ministero della Salute), i governatori Francesco Acquaroli (Marche), Massimiliano Fedriga (presidente della Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle regioni e delle province autonome), Roberto Occhiuto (Calabria), Francesco Rocca (Lazio). I lavori saranno introdotti da Franco Zaffini (senatore Fdi e presidente della Commissione sanità).
I rapporti di Decaro con il premier Giorgia Meloni e il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto sono da sempre di grande lealtà e rispetto istituzionale. Dopo l’elezione, l’eurodeputato barese ha ricambiato l’in bocca al lupo ricevuto dalla leader a Palazzo Chigi: «Ho ringraziato privatamente la presidente Giorgia Meloni per il post nel quale ha fatto gli auguri a me e agli altri due presidenti. Ho ringraziato per gli auguri assicurando la leale collaborazione come ho sempre fatto». Nella stessa serata ha anche ribadito di essere stato, da presidente dell’Anci, intransigente nel difendere le istanze dei Comuni nella dialettica generata dalla discussione sui fondi Pnrr, non facendo sconti ai governi nazionali, a prescindere dal colore politico.
Da via della Scrofa, intanto, una fonte spiega che ‘l’invito a Decaro è in piena sintonia con la nostra visione: è il popolo a legittimare chi governa. Dopo il confronto in campagna elettorale, Decaro, come Roberto Fico, è per noi l’interlocutore con cui discutere di temi regionali e di Puglia, e ad Atreju troverà questo spirito dialogante indispensabile per realizzare il meglio per l’Italia. Noi siamo fatti così, mentre a sinistra, dopo tre anni, c’è ancora chi mette in discussione la legittimità politica della destra di governo.
Decaro, a parte i dibattiti con il candidato governatore del centrodestra Luigi Lobuono nelle ultime settimane, ha una consuetudine nei confronti pubblici con Raffaele Fitto: a Bari ha partecipato, insieme al leader conservatore, nella libreria Liberrima, alla presentazione del libro “Le catene della destra”, mentre nel giugno scorso ha riproposto il format, con l’aggiunta dell’ex premier Massimo D’Alema, per dibattere de “L’Europa che guarda all’Europa”. I rapporti tra il barese e l’ex ministro di Maglie sono stati sempre di grande cordialità, e non a caso l’ex sindaco di Bari, nella convulsa fase in cui il parlamento europeo doveva votare il proprio gradimento per la nuova commissione, ha sempre evidenziato il suo apprezzamento per il ruolo che Fitto avrebbe svolto nel nuovo governo Ursula 2 (la delegazione del Pd ha votato a favore dell’esponente conservatore, con una scelta di difesa degli interessi nazionali).
L’appuntamento romano, infine, consentirà a Decaro di confrontarsi con i colleghi governatori sul dossier più rilevante della sua nuova esperienza, ovvero sui nodi della sanità, mentre non è escluso che questa occasione consenta anche di proseguire il confronto sulla questione Ilva, dopo la telefonata ricevuta dal ministro Adolfo Urso per fare il punto sulla vicenda tarantina.
IL BORSINO DELLA GIUNTA – Con l’esclusione di Fabiano Amati, a Brindisi si discute su chi possa essere l’assessore riferimento del territorio nel nuovo esecutivo di Decaro. Forte di un consenso extra large, appare naturale la candidatura per una delega di peso di Toni Matarelli, già sindaco eletto con un plebiscito a Mesagne.
Ogni riflessione sulla composizione della squadra del governatore, però, è rimandata alle prossime riunioni con i partiti e le civiche: oltre ai cinque assessori reclamati dal Pd, è possibile che ci sia un delega per la civica Per, una per i 5S, e una per i vendoliani. Il nodo più delicato è quello dei due esterni: uno potrebbe essere Michele Emiliano (secondo accordi ancora in vigore per il Nazareno), ma nelle ultime ore è in corso una riflessione sulle modalità di collaborazione del presidente uscente alla nuova stagione.
C’è infine l’annosa questione «donne in giunta»: non a caso si attende la proclamazione ufficiale degli eletti. Ballano le posizioni di Lucia Parchitelli (Pd) e Francesca Bottalico (Decaro presidente): entrambe potrebbero passare da prime escluse a incarichi di governo.
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