Sono 76 i testimoni tra cui 18 pentiti, inseriti nella lista dei pm della Dda Ettore Cardinali e Luciana Silvestris; 101 invece, tra cui 1 testimone di Giustizia e 21 pentiti, in quella dell’avv. Francesco Santangelo che insieme alla collega Innocenza Starace difende Leonardo Miucci, 47 anni, imprenditore edile di Manfredonia, fratello del presunto capo-clan Enzino, e principale imputato degli 8 che da stamane compariranno davanti ai giudici della prima sezione penale-collegio C del Tribunale dauno nella tranche foggiana del processo “Mari e monti” al clan garganico Li Bergolis.
In 41 furono arrestati nel blitz del 15 ottobre 2024. Sono 50 gli imputati per 57 capi d’accusa: mafia, traffico e spaccio di droga, estorsioni, rapine, armi, furti e altri reati.
Il processo si sdoppiò lo scorso 24 settembre dal gup di Bari Susanna De Felice. In 42, tra cui il boss Enzino Miucci e i suoi presunti luogotenenti, scelsero il rito abbreviato dallo stesso gup che emetterà la sentenza in primavera; altri 8 vennero rinviati a giudizio per essere processati da oggi a Foggia. Si tratta di Leonardo Miucci, detenuto a Siracusa, accusato di mafia, concorso in 2 estorsioni e 1 tentativo di estorsione a ditte garganiche; Fatma Dridi, 29 anni, di Lucera per spaccio; Michele Libero Guerra (40), Manfredonia, detenuto a Lecce, per mafia, traffico di droga, spaccio e 3 possessi di armi; Giacomo Loperfido (63), Noci per false dichiarazioni al pm; Alessandra Muraglione (65), Bitritto, per spaccio; Lorenzo Ricucci (38), Monte, per trasferimento fraudolento di beni; Mario Totta (25), San Marco in Lamis, per traffico di droga e 3 spacci; Pasquale Vignola (46), Gravina, per false dichiarazioni. Tutti respingono le accuse. Oggi dopo aver verificato la regolare costituzione delle parti si comincerà con le eccezioni preliminari.
Il clan Li Bergolis è coinvolto nella guerra con i Lombardi/Ricucci/La Torre, ex gruppo Romito famiglia sipontina un tempo alleata dei Li Bergolis, che dal 2008 a oggi ha contato 36 fatti di sangue con 25 morti, 1 lupara bianca, 21 feriti/miracolati. Tra cui Leonardo Miucci sfuggito a un agguato vicino Manfredonia la sera del 29 novembre 2019; fu la risposta del clan nemico all’omicidio del boss Pasquale Ricucci, ucciso l’11 novembre 2019 sotto casa a Macchia. Entrambi i fatti di sangue sono impuniti.
La Dda sulla scorta di pentiti sostiene che Leonardo Miucci, pur con una posizione defilata (a dire di Marco Raduano era il fratello Enzino a “farlo stare defilato per non farlo conoscere a troppi soggetti”) era un esponente di rilievo del clan. Lui replica – lo fece nell’interrogatorio dopo l’arresto – di non appartenere a alcun gruppo mafioso; d’essere estraneo alle 3 estorsioni; di non avuto problemi con la Giustizia negli ultimi 25 armi; d’essersi costruito lavorando duramente e onestamente una vita e carriera da imprenditore edile.
Sarà un processo lungo considerati testi da sentire e intercettazioni da trascrivere. Tra le 76 persone della lista testi dei pm ci sono 50 esponenti delle forze dell’ordine (15 carabinieri, 11 finanzieri, 24 poliziotti); 8 testimoni; 18 pentiti: il montanaro Matteo Pettinicchio ex numero due del clan Li Bergolis quale braccio destro di Enzino Miucci; i viestani Marco Raduano, il nipote Liberantonio Azzarone, Gianluigi Troiano, Danilo Pietro Della Malva, il padre Giuseppe, Giovanni Surano, Orazio Coda; i foggiani Ciro e Giuseppe Francavilla (fratelli), Carlo Verderosa; il sammarchese Patrizio Villani, killer della “Società foggiana”; i fratelli mattinatesi Antonio e Andrea Quiatadamo; i baresi Domenico Milella e Arcangelo Telegrafo; il brindisino Andrea Romano; il garganico Giuseppe Stramacchia.
Nei 101 testi della lista dell’avv. Santangelo (molti in ..comune con quelli della Dda) compaiono ulteriori 3 pentiti rispetto a quella della Dda: i manfredoniani Carlo Magno e Matteo Lauriola; l’ex boss di Altamura Pietro Antonio Nuzzi. E ancora la testimone di Giustizia Sabrina Campaniello, foggiana, ex moglie di un capo-clan della “Società”; le 3 vittime delle estorsioni contestate a Leonardo Miucci; 46 esponenti delle forze dell’ordine; 7 coimputati del giudizio abbreviato; 4 consulenti.



