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UN INTERO PAESE COINVOLTO NELL’ALLESTIMENTO DEL PRESEPE VIVENTE. IL PIÙ PICCOLO HA DUE MESI, IL PIÙ ANZIANO 79 ANNI; 160 FIGURANTI, TRA LORO ANCHE MIGRANTI

E’ Rocchetta Sant’Antonio, piccola comunità di circa 1500 abitanti sui Monti Dauni in provincia di Foggia: 14 botteghe, 160 figuranti, 44 pietanze, due vini selezionati; 16 tra vicoli e vie del centro storico, il castello d’Aquino e gli storici palazzi Ippolito e Castelli a fare da location in quello che il 27 e il 28 dicembre prossimi diventerà un vero e proprio villaggio di Betlemme.
    C’è anche un’intera famiglia del posto a rappresentare la natività.

C’è Vito, nato il 22 ottobre scorso (quando in paese suonarono le campane a festa) ad interpretare il Bambin Gesù e Antonino e Laura, suoi genitori, nei ruoli di San Giuseppe e Maria. Non solo. Perché se il più giovane è Vito, appena affacciatosi alla vita, il più anziano ha 79 anni. Tra i figuranti anche alcuni migranti ospiti del Sistema accoglienza ed integrazione (Sai).

    “Il nostro paese appare 365 giorni l’anno come un presepe e trasformarlo per questi due giorni nei luoghi del Natale di Gesù è un’ambizione che con grande spirito di preferenza portiamo avanti da anni – sottolinea Gabriele Mastromatteo, presidente dell’associazione culturale Liberamente -. Il presepe ha un doppio senso perché da un lato valorizza le peculiarità storiche e architettoniche del paese, passando anche per quelle culinarie, dall’altro è un momento di aggregazione ed unione tra le varie realtà associative di Rocchetta Sant’Antonio. Difatti tutti concorrono alla buona riuscita del progetto, dalla parrocchia con i suoi catechisti ed operatori pastorali ai giocatori della squadra di calcio del paese”.

    La decima edizione del presepe vivente è organizzata dalla parrocchia Beata Maria Vergine e dall’associazione Liberamente con il patrocinio del Comune.