Le carte in Corte d’appello non sono mai arrivati, Decaro sarà in carica da gennaio. Il presidente formalmente è ancora Michele Emiliano.
Le votazioni si sono tenute negli stessi giorni, 23 e 24 novembre. La differenza è che in Campania il governatore Roberto Fico è ufficialmente in carica, in Puglia Antonio Decaro no. Il presidente della Regione è ancora, formalmente, Michele Emiliano. L’europarlamentare dovrà aspettare la prima decade di gennaio per lasciare Bruxelles e concentrarsi solo sulla Puglia. Le speranze di proclamare il governatore entro fine anno, sono ridotte al lumicino. Per non parlare dei consiglieri regionali: i neo eletti dovranno attendere altri 40 giorni per poter iniziare la nuova avventura in via Gentile.
Ma perché questa lunga attesa? Per diversi motivi, l’ultimo dei quali è la farraginosità della legge elettorale pugliese. Prima di dettagliare i (tanti) passaggi cui sono sottoposte le schede elettorali votate dai pugliesi nelle urne, occorre chiarire a che punto siamo: se non a zero, quasi. Perché, ad oggi, all’ufficio elettorale centrale della Corte d’Appello di Bari (deputato al controllo e vidimazione dei risultati) non è arrivato ancora nessun dato da parte degli uffici centrali circoscrizionali dei sei tribunali (Bari, Lecce, Foggia, Brindisi, Taranto, Trani).
Con ogni probabilità nei prossimi giorni sarà Taranto a fornire i primi dati, seguita da Bari e Trani. Molto più complesse sono le problematiche riscontrate a Brindisi, Foggia e ancor più a Lecce dove è stato necessario il riconteggio delle schede in una sezione.
Qui si annida il problema principale che genera una catena di ritardi e che è frutto di un meccanismo che probabilmente presenta qualche falla: lo scrutinio nelle sezioni. Perché – spiegano fonti della Corte d’Appello – a rallentare tutto il processo di accertamento del voto sono i gravi errori che si commettono in alcune sezioni, «per fretta o poca dedizione». Certamente non riguarda tutti i presidenti di seggio, ma per colpa di alcuni il treno rallenta. Il problema principale avviene quando i conti non tornano tra il numero di schede complessive votate e il totale dei voti assegnati, nulli e le schede bianche. In quel caso bisognerebbe prima ricontrollare il verbale, poi la tabella di scrutinio e se ancora non tornano i conti occorrerebbe conteggiare tutte le schede nuovamente.
Succede, spiegano dalla Corte d’Appello, che a volte si faccia una forzatura nelle sezioni e si dichiara la quadratura dei numeri. Accade anche, sebbene in minima parte, che vengano accantonate delle schede perché di dubbia interpretazione o che venga compilato solo un verbale e non le due copie da presentare al Tribunale e al Comune.
A tappare tutte le falle è l’ufficio elettorale circoscrizionale nei sei tribunali: ogni collegio composto da tre magistrati e due supplenti, deve ricontare i voti, chiarire le questioni sospese e, laddove risultino esiti difformi, richiedere al Comune competente copia del verbale. I dati definitivi vengono poi riversati nel sistema RES visibile all’Ufficio elettorale centrale della Corte d’Appello che procede ad ulteriore esame, conteggio e proclamazione degli eletti.
Dalla ricezione dei dati, l’Ufficio della Corte d’Appello di Bari impiega 24-48 ore per la proclamazione del presidente, circa una settimana in più per i consiglieri regionali ma «perché qui entra in gioco la complessità della legge elettorale pugliese, così poco chiara da far fioccare ricorsi».
Oggi in quell’ufficio si è in attesa di vedere finalmente i primi dati: «Noi vogliamo dare il prima possibile il governo alla Regione» assicurano. Ma se ne riparlerà probabilmente nell’anno nuovo.
corrieredelmezzogiorno



