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“COSÌ PERDIAMO SALARIO E DIGNITÀ PROFESSIONALE”, LA PROTESTA DEI MEDICI DI CASA SOLLIEVO

Contestato il passaggio al contratto privato, domani il confronto convocato dal prefetto

Domani, Martedì 16 dicembre, alle ore 11 il prefetto di Foggia Giovanni Grieco ha convocato in Prefettura i rappresentanti sindacali dei medici e di tutti i 2.500 dipendenti dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Al centro dell’incontro la vertenza legata al nuovo contratto di lavoro, una proposta che continua a non trovare il consenso del personale.

Lo stato di agitazione, già proclamato nelle scorse settimane, resta confermato. A intervenire con toni particolarmente duri è l’Anaao, l’Associazione nazionale aiuti e assistenti ospedalieri, che denuncia una modifica sostanziale delle condizioni contrattuali per medici e operatori sanitari.

Ai nostri microfoni è intervenuta Ada Piepoli, segretaria aziendale Anaao e dirigente biologo, che ha parlato di una decisione imposta senza alcun confronto preventivo. “Una proposta unilaterale, senza nessun preavviso. Ci vogliono togliere un contratto pubblico e ci vogliono fare firmare un contratto della sanità privata con una decurtazione del 30% per quel che riguarda la parte tabellare, la parte fissa dello stipendio”.

Secondo Piepoli, le rassicurazioni fornite dalla direzione generale non corrisponderebbero alla realtà dei fatti. “Il nostro direttore generale Gino Gumirato continua a dirci che la differenza non sarà così evidente. Non è così. Ci sarà comunque una perdita, non solo economica ma anche professionale”.

La segretaria aziendale Anaao sottolinea anche le conseguenze a lungo termine che il nuovo contratto potrebbe produrre sull’organizzazione sanitaria. “Basti pensare che i nuovi assunti con il contratto privato diventerebbero dirigenti sanitari con stipendi diversi. E anche noi, se dovessimo avere proposte più convenienti, andremo via senza esitazioni”.

Uno scenario che, secondo il sindacato, rischia di impoverire progressivamente l’ospedale di San Giovanni Rotondo. “Così Casa Sollievo si spegnerà, e verrebbe a perdere il vero significato, quello che Padre Pio ha sempre voluto, cioè avere una casa dove i pazienti venissero curati con amore e con competenza”.

L’incontro convocato dal prefetto rappresenta ora un passaggio cruciale per il futuro della vertenza. I sindacati chiedono il ritiro della proposta contrattuale e l’apertura di un tavolo di confronto reale, mentre tra i dipendenti cresce la preoccupazione per un cambiamento che potrebbe incidere in modo significativo su stipendi, carriere e qualità dell’assistenza.

l’immediato