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PROVINCIA DI FOGGIA, IL CONSIGLIO DI STATO CONGELA IL TAR: STOP AL COMMISSARIO E PARTITA RIAPERTA

La sospensiva accoglie il ricorso di Ministero dell’Interno e Prefettura. Fino al giudizio di merito resta valido il no del prefetto Grieco. Ora la soluzione è tutta politica.

Si torna al punto di partenza nel braccio di ferro istituzionale tra Provincia di Foggia e Prefettura. Il Consiglio di Stato, Sezione Terza, ha infatti accolto l’istanza cautelare proposta dal Ministero dell’Interno e dall’Ufficio Territoriale del Governo, sospendendo l’efficacia della sentenza con cui, appena un mese fa, il Tar Puglia aveva annullato il diniego alla nomina di un commissario ad acta per l’approvazione del rendiconto di gestione dell’ente.

In attesa del giudizio di merito, torna dunque pienamente efficace il provvedimento con cui il prefetto Paolo Giovanni Grieco aveva respinto la richiesta avanzata dal presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti.

L’ordinanza è stata assunta all’esito della Camera di Consiglio dell’11 dicembre. Il collegio – presieduto da Michele Corradino, con relatore Giovanni Tulumello e i magistrati Enzo Bernardini, Ezio Fedullo e Antonio Massimo Marra – ha fissato l’udienza pubblica per la trattazione nel merito al 7 maggio 2026. A quella data, però, il quadro politico sarà già mutato: a marzo sono infatti in programma le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale.

I giudici hanno ritenuto prevalente il pregiudizio paventato dalle amministrazioni appellanti, definito grave e irreparabile, rispetto alle esigenze della Provincia. Da qui la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado e la compensazione delle spese della fase cautelare, data la particolarità della vicenda.

Il ricorso al Consiglio di Stato era stato depositato il 6 novembre da Ministero dell’Interno e Prefettura di Foggia, rappresentati dall’Avvocatura Generale dello Stato, alla vigilia dell’ennesima bocciatura del bilancio consuntivo dell’ente. L’obiettivo era ribaltare la “sentenza breve” del Tar Puglia che aveva dato ragione alla Provincia, difesa dagli avvocati Gennaro Rocco Notarnicola e Antonio Leonardo Deramo.

In via incidentale, Viminale e Ufficio Territoriale del Governo avevano chiesto la sospensione immediata degli effetti della decisione del Tar, temendo conseguenze istituzionali potenzialmente irreversibili. Tra queste, secondo una lettura implicita dell’ordinanza, anche l’eventuale applicazione per analogia dell’articolo 141 del Testo unico degli enti locali, che prevede non solo la nomina di un commissario ma anche l’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio.

Con la sospensiva, il presidente Nobiletti vede sfumare, almeno per ora, l’ipotesi del giudizio di ottemperanza e si ritrova nuovamente bloccato. Lo stallo politico-amministrativo a Palazzo Dogana resta dunque irrisolto.

Nel breve periodo, l’unica via d’uscita possibile sembra essere quella politica. Archiviata la tornata regionale e raffreddato il clima, Nobiletti potrebbe tentare una nuova convocazione del Consiglio provinciale, confidando in un sussulto di responsabilità condivisa per superare l’impasse e arrivare alle elezioni con una situazione istituzionale meno fragile.