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TURISMO IN AFFANNO SUL GARGANO, AZZARONE PRONTO A CEDERE LA GESTIONE DEL PARCO DEGLI ULIVI

L’imprenditore di Peschici denuncia la cronica mancanza di personale: “Non è una crisi economica, ma culturale”. Il caso diventa simbolo delle difficoltà del settore.

Una decisione sofferta, maturata dopo anni di impegno e sacrifici nel settore dell’accoglienza. Ninni Azzarone, noto imprenditore turistico di Peschici e titolare del villaggio turistico Parco degli Ulivi, ha annunciato di voler dare in gestione la sua storica struttura a causa della cronica mancanza di personale.

Una scelta che non nasce da difficoltà economiche, ma  bensì da una crisi più profonda che da tempo affligge il comparto turistico, soprattutto nelle località stagionali del Gargano. Camerieri, cuochi, addetti alle pulizie, manutentori: figure sempre più difficili da reperire, nonostante la forte domanda di lavoro durante la stagione estiva.

“Sono stanco”, racconta Azzarone con amarezza. “Nessuno vuole più fare questo lavoro nel turismo. Vogliono fare tutti i turisti”. Una frase che racchiude il disagio di molti operatori del settore, costretti a fronteggiare estati sempre più complesse, con strutture piene ma organici incompleti.

Il Parco degli Ulivi rappresenta da anni una realtà consolidata dell’offerta turistica di Peschici, apprezzata da famiglie e visitatori italiani e stranieri. La sua possibile gestione non è solo una vicenda personale, ma il simbolo di una crisi che rischia di lasciare il segno sull’economia locale.

Secondo l’imprenditore, il problema non riguarda soltanto le nuove generazioni, ma un cambiamento culturale più ampio: «Il turismo richiede sacrificio, orari lunghi, professionalità. Oggi manca la disponibilità a mettersi in gioco».

La notizia ha già suscitato preoccupazione e riflessione tra gli operatori del settore e gli amministratori locali. La speranza è che si apra un confronto serio sul futuro del turismo e sul valore del lavoro, prima che altre strutture storiche siano costrette a seguire la stessa strada.

saverio serlenga