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SCUDO DALL’UNIONE EUROPEA SULLE VACANZE

Ci apprestiamo a leggere o ad ascoltare nei telegiornali le consuete notizie di sequestri di cibo andato a male, di costi esorbitanti per i cenoni, e naturalmente di problemi riscontrati con le attese vacanze di fine anno. Quando si viaggia, si sa, i problemi non mancano. Anche quando si comprano i cosiddetti “pacchetti turistici”, sui quali è recentemente intervenuta l’Unione Europea modificando, si spera migliorandola, la direttiva in materia.

INTERESSATI OLTRE 100 MILIONI DI C1TTADINI EUROPEI

L’obiettivo è quello di fronteggiare i problemi legati alle cancellazioni di massa dei viaggi, ai voucher obbligatori e alle difficoltà nei rimborsi, tutti problemi che riguardano oltre 100 milioni di cittadini europei, un paese molto più popolato dell’Italia. Cerchiamo quindi di capire come muoverci con prudenza in questo ricchissimo mercato, sempre più dominato dal digitale.

ALLA SCOPERTA DEL PACCHETTO DI VIAGGIO

II pacchetto di viaggio è un acquisto combinato: ad esempio volo più hotel, treno più auto, e così via. Ogni volta che inserisco nel carrello digitale del sito internet, o che compro in agenzia, due o più servizi, sto acquistando un pacchetto turistico. Dall’altra parte, chi vende un pacchetto – un sito internet ma anche un’agenzia, una guida o un’associazione – diventa a tutti gli effetti “organizzatore” e deve rispettare gli stessi obblighi dei tour operator: informare in modo chiaro, garantire rimborsi e protezione in caso di insolvenza, fornire assistenza durante il viaggio. Non contano le etichette, ma i fatti: se l’attività è rivolta al pubblico, dura più di 24 ore e include pernottamento o più servizi, scatta la disciplina del pacchetto turistico. Memorizziamo questo passaggio: è la risposta giusta da fornire se l’organizzatore del nostro viaggio cerca di fare il furbo.

IL LIMITE DEL PREZZO

Altra regola da tenere a mente: l’organizzatore non potrà chiedere più del 25 % del prezzo totale come anticipo se la partenza è oltre 28 giorni, e il saldo potrà essere richiesto solo a meno di un mese dal viaggio. Se il pacchetto viene cancellato o modificato in modo sostanziale, il con­sumatore ha diritto al rimborso entro 14 giorni.

E non siamo obbligati ad accettare i voucher al posto del rimborso: sarà solo una nostra libera scelta e dovranno essere validi 12 mesi. Un viaggio però può saltare o essere rinviato per ragioni che non dipendono né da noi né dall’organizzatore, ad esempio per quelle che la direttiva europea chiama “circostanze inevitabili ed eccezionali”. Ad esem­pio guerre, pandemie, disastri naturali, avvisi di sicurezza che rendono impossibile la partenza. In questi casi il viaggiatore potrà annullare il viaggio senza penali e ottenere il rimborso integrale, oltre all’assistenza per il rientro o la riprogrammazione del viaggio.

LA PROTEZIONE RAFFORZATA

È prevista una protezione rafforzata anche in caso di insol­venza: ogni organizzatore dovrà disporre di un fondo o di una polizza che garantisca i rimborsi e il rimpatrio dei clienti. Chiediamo informazioni in questo senso prima di acquistare.

La riforma europea sui pacchetti turistici segna un passo importante verso un mercato più equo e trasparente. Restituire fiducia ai viaggiatori si­gnifica, in fondo, difendere un diritto alla mobilità consapevole, dove chi parte sa di poter contare su regole chiare e su un sistema di tutele effettive.

A noi il compito di informarci e di impegnarci per far valere i nostri diritti.

avvocato specialista in diritto bancario e dei mercati finanziari