“La notizia della nuova classificazione dei Comuni montani, così come definita dal recente decreto attuativo, desta la preoccupazione di chi come il sottoscritto conosce a fondo questi territori e ne vive le difficoltà ogni giorno.
Infatti rischia di colpire in modo diretto i Monti Dauni e parte del Gargano: territori che convivono con spopolamento, invecchiamento della popolazione, distanza dai servizi essenziali e fragilità infrastrutturali. Queste condizioni esistono a prescindere da una soglia altimetrica o da una percentuale di pendenza.
Le segnalazioni che arrivano dai sindaci, da UNCEM Puglia e dagli amministratori locali sono chiare: senza il riconoscimento di Comune montano, molti enti rischiano di perdere l’accesso a risorse fondamentali per sanità, scuola, servizi e sviluppo locale.
Serve coerenza tra le politiche nazionali e quelle regionali. Gli stessi territori che oggi vengono considerati aree interne strategiche da SNAI, PNRR e programmazione europea, domani rischiano di essere esclusi da misure pensate proprio per sostenere le zone più fragili.
Come Presidente della Provincia di Foggia chiedo un confronto istituzionale immediato e una revisione dei criteri che tenga conto anche degli indicatori sociali ed economici, non solo di quelli geografici.
Difendere i Monti Dauni e il Gargano interno significa difendere comunità che vogliono restare, investire e costruire futuro”.



