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VIESTE/ PINO CARDELLA: UNO DEGLI ULTIMI CANTORI DI DON ANTONIO SPALATRO

Il 21 ottobre scorso è salito al cielo il maestro di scuola elementare Pino Cardella. Ben doverosamente vi chiederete: Chi è? E cosa ha a che fare con don Antonio Spalatro?  Pino è stato uno dei cantori (attualmente uno degli ultimi ancora in vita) che ha

fatto parte della corale dei pueri cantores della Parrocchia del SS. Sacramento. La corale voluta, fondata e curata con particolare attenzione da don Antonio Spalatro, morto in concetto di santità nel 1954 e per il quale è attualmente in corso a Roma il processo per dichiararlo ufficialmente e pubblicamente Santo.

Agli inizi degli anni ’50 Don Antonio ha guidato la parrocchia nascente del SS. Sacramento per solo poco più di tre anni e l’ha trasformata facendola passare da parrocchia povera di cultura, di valori, di fede e di denaro e poco presente sul territorio in una par­rocchia viva, numericamente molto presente e ricca di iniziative e soprattutto attenta a recuperare i tanti bambini che vivevano nella ignoranza religiosa molto gretta.

Soprattutto don Antonio si è avvicinato alle tante famiglie che vivevano nella povertà e nella miseria più nera la loro vita. Spesse volte tante famiglie erano ricche invece di molti figli ma poverissime di indumenti, cibo e denaro. Don Antonio guardava a queste famiglie e a questi bambini e silenziosamente si avvicinava e donava calore, affetto, amore e spessissimo donava cibo e mezzi per cui vivere e mangiare e andare avanti.

Era il Sacerdote-parroco che annunciava il Vangelo soprattutto attraverso la testimonianza. E seguendo ed ammirando la sua testimonianza molti si avvicinava­no ad una fede più autentica e maggiormente vissuta.

Il nostro Pino, ragazzino neanche adolescente, era li, quasi a fianco di don Antonio. Era poco più che un bambino ma sentiva forte il bisogno di fare qualcosa per aiutare don Antonio e per arricchire la liturgia e farla sentire più bella, più ricca e più partecipata dall’in­tera comunità parrocchiale ed extra parrocchiale. Si, perché non raramente don Antonio portava i suoi pueri cantores anche al di fuori dei confini della Par­rocchia del SS. Sacramento. Pino cantava e rallegrava tutti con la melodiosa voce, insieme ai suoi amici, le assemblee liturgiche.

Non abbiamo molte foto nell’an­golo fotografico del museo parrocchiale di don Anto­nio Spalatro. Ma tra le poche foto in nostro possesso dei puer cantores di quel tempo, Pino appare spesso in prima linea. Don Antonio teneva molto al canto. Ed avere Pino tra i più presenti era già segno di quanto questo bambino fosse preciso, puntuale e serio ed era anche segno di quale voce melodiosa potesse avere per arricchire il canto liturgico, che spesse volte era in rigoroso latino ed in rigoroso e difficile gregoriano.

Diventando ormai un giovanotto, Pino ha voluto intraprendere gli studi di formazione alla didattica. Si sentiva portato a fare il maestro e a trasmettere, oltre che alla famiglia, anche alle centinaia, forse migliaia di bambini, tutto quanto aveva appreso in famiglia e nei percorsi di studio e di esperienze formative. Ma gran parte della formazione l’aveva certamente ricevuta in Chiesa, alla sequela di don Antonio Spalatro. Ha inse­gnato per tanti anni, si è fatto amare da tanti bambini, ora ormai adulti e genitori e nonni.

Si è fatto amare perché ha saputo amare e donare amore. La sua non è stata soltanto una storia fatta con le parole, pur necessarie nel mondo della scuola. E’ stata soprattutto una storia di amore. Perché un valo­re lo si trasmette soprattutto con l’amore concreto. E Pino ci è riuscito. Gi ultimi anni sono stati ricchi di sofferenza.

Avrebbe voluto godersi i proventi meritati della pensione. Ma il Signore aveva scritto per lui un’altra storia durante la quale continuare ad amare e ad in­segnare. È stata la storia della sua sofferenza che ben presto dopo il collocamento a riposo è venuta a fargli visita. Una sofferenza a volte acuta, a volte incompren­sibile, a volte incompresa.

La malattia gli toglieva spesso infatti l’attività del suo cervello per cui non sempre riusciva a ricordare e a riconoscere tutto e tutti.

Ma la cosa che penso maggiormente colpiva chi lo incontrava era il suo vivere nella serenità, nonostante la sua malattia e la sua sofferenza.

Ha avuto, penso, tre meriti: mettersi a servizio del Signore e dell’altare sotto la guida impeccabile e sa­piente di don Antonio Spalatro; avere sempre tante attenzioni verso i bambini ed il mondo dell’insegna­mento e degli insegnanti e verso la propria famiglia; ed infine aver saputo portare alta la bandiera della croce.

Quella croce che per noi cristiani non è segno di morte e di sconfitta ma segno di trionfo della vita e di vittoria contro la morte.

Pino ora vive così, tra le braccia del Signore con la bandiera alta della vittoria della croce che gli permet­terà d’ora in poi di vivere per l’eternità e non conosce­re mai più né la sofferenza, né la morte.

don tonino baldi