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UN MESE SENZA REGIONE LA FIGURACCIA DELLA PUGLIA “TANTI VERBALI IN BIANCO”

All’appello mancano le sezioni di Lecce e Foggia, ci vorrà ancora tempo per la proclamazione del presidente e degli eletti.

All’appello mancano Foggia e Lecce. Brindisi l’ha anticipato ieri per mail. Bari è pronta e ar­riverà stamattina. Bat ha consegna­to il 15 dicembre. Ma a battere tutti sul tempo è stata Taranto: l’ufficio centrale circoscrizionale del tribu­nale del capoluogo ionico è stato il primo a consegnare i plichi con i risultati delle elezioni regionali pu­gliesi del 23 e 24 novembre scorsi. Insomma l’insolita “via crucis” nel Na­tale pugliese continua a tenere lon­tana la partenza della nuova legisla­tura e con il fiato sospeso i 50 consi­glieri ufficiosamente eletti, secondo Eligendo, e soprattutto i non eletti per una manciata di voti che sono pronti a fare ricorso.

Se sul tavolo dell’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’appello di Bari, non arriveranno tutti e sei i plichi, non sarà possibile proclama­re eletto né Antonio Decaro governa­tore, né promuovere consiglieri regionali gli eletti anticipati da Eligendo, la piattaforma del ministero dell’Interno. Comprensibile che Foggia e Lecce abbiano bisogno di più tempo: insieme sommano 1.477 sezioni. Controllarle una per una è compito laborioso. Lecce in particolare che somma 825 sezioni e poco meno di 100 Comuni.

L’Ufficio centrale circoscriziona­le del capoluogo salentino ha fatto sapere che i suoi plichi non arrive­ranno a Bari prima del 29 dicembre. Solo dopo l’Ufficio regionale farà i suoi conti. Se tutto filerà liscio e non sarà necessario rifare qualche verifi­ca, basteranno pochi giorni per la proclamazione di governatore e con­siglieri regionali. Ma – assicurano dai tribunali – il timing non è diver­so da quello di cinque anni fa. È vero che siamo a un mese dallo scrutinio, ma nel 2020, con le urne chiuse il 21 settembre, la proclamazione avven­ne il 30 ottobre. E non c’erano festivi­tà e ponti natalizi come sta accaden­do quest’anno.

A Lecce, secondo quanto filtra dal tribunale, ci sarebbero da 55 ai 60 verbali ancora da sottoporre a ul­teriori verifiche. Per alcune sezioni di San Cesario, Alezio, Nardo, Novoli, Campi Salentina, Surbo non è ba­stato rivedere i verbali per risolvere alcune anomalie ed è stato necessa­rio richiedere ai Comuni le tabelle di scrutinio. Aggiungendo tempo al tempo. Una pratica piuttosto diffu­sa legata soprattutto «alla qualità dei verbali» che chiama direttamen­te in causa la preparazione dei presi­denti di seggio. In altri casi c’erano le tabelle ma mancavano i verbali, o meglio venivano allegati verbali in bianco nella consapevolezza che ba­stasse redigerne sono uno dei due, quello da consegnare al Comune e non invece all’Ufficio centrale circo­scrizionale. Quest’anno, poi, c’era anche una novità che mancava cin­que anni fa: la doppia preferenza di genere. Ma non sembra essere stata questa la difficoltà dello scrutinio.

I problemi sono legati alla farraginosità di una legge elettorale che ha bisogno di una profonda, radicale ri­forma e che rende i meccanismi di verifica pachidermici rispetto alle al­tre Regioni, come dimostrano i casi attuali della Campania e del Veneto con i rispettivi governatori già in sel­la. Per cui anche quando tutti i pli­chi arriveranno in Corte d’appello a Bari, bisognerà prendersi qualche giorno per assegnare i 50 seggi che sono divisi tra maggioritario e pro­porzionale, anche sulla base dei cosiddetti resti.

Qualche osservazione di qualche candidato è arrivata. E da un mo­mento all’altro potrebbero arrivare le memorie delle due liste, Avs e Avanti Popolari, che non hanno su­perato lo sbarramento e non dovreb­bero avere consiglieri. Tutto questo ha fatto salire molto in alto nella sca­la delle priorità del nuovo governa­tore Decaro, la riforma elettorale. Uno dei tanti dossier che stanno af­follando la vigilia della proclamazio­ne. Uno degli ultimi all’attenzione di Decaro riguarda il potenziamen­to dei controlli sulla spesa, le proce­dure di appalto e le assunzioni. Per il capitolo che riguarda il funzionamento della macchina amministrati­va, l’idea di Decaro è di esportare il modello già sperimentato al Comu­ne di Bari. E quindi prima di tutto esigerà massima attenzione nelle procedure per l’affidamento di inca­richi e appalti. Il potenziamento dei controlli che sarà messo nero su bianco nel provvedimento che Deca­ro firmerà riguarderà in particolar modo agenzie e società partecipate.

repubblicabari