Peschici e la Capitanata perdono una delle voci più appassionate e competenti nella difesa del proprio patrimonio storico-culturale. È scomparso Enzo D’Amato, studioso rigoroso e instancabile dell’antica Abbazia di Santa Maria di Kàlena, alla quale ha dedicato una vita di ricerche, impegno civile e battaglie culturali.

A darne il triste annuncio è stata Teresa Maria Rauzino, che lo ha ricordato come “colonna portante della battaglia civile per il restauro e la fruizione dell’Abbazia di Kalena”. Fondamentale resta il suo dossier “Salviamo Kalena”, pubblicato nel volume del Centro Studi Martella a cura di Liana Bertoldi Lenoci ed edito nel 2003 dalle Edizioni del Parco del Gargano, frutto di anni di studio e di un lavoro meticoloso sulle fonti storiche, molte delle quali rintracciate personalmente negli archivi della Capitanata.
Importante il suo saggio: “Calena: fonti di studio”, nel volume del Centro Studi Martella “Chiesa e religiosità popolare a Peschici” a cura di Teresa Maria Rauzino, edito nel 1999 dalle Grafiche Iaconeta e, in edizione ampliata e aggiornata, nel 2008 dal Centro Grafico Francescano con l’aggiunta della curatela della Lenoci.

Peschiciano di origine e foggiano d’adozione, Enzo D’Amato era un uomo votato alla cultura, come ricorda il geologo Stefano Biscotti. Con metodo da storico esperto, ha ricostruito vicende, stratificazioni e valore del complesso badiale, animato da un sogno mai abbandonato: restituire Kalena alla collettività, farne un luogo vivo di cultura e memoria. Un desiderio che non ha fatto in tempo a vedere realizzato, ma che rimane oggi come eredità morale e civile.
Persona buona e sensibile, ma anche tenace e coerente, Enzo D’Amato ha spesso pagato il prezzo dell’incomprensione, talvolta della sottovalutazione, come accade a chi opera lontano dai riflettori ma con profondità e rigore. Era, per molti, “l’ultimo testimone di una memoria ormai perduta”.

Numerosi i messaggi di cordoglio e di affetto.
Raffaele Cariglia lo ricorda come uno di famiglia, presenza quotidiana e appassionata, sempre pronto a condividere mappe, documenti e idee per salvare l’Abbazia e inserirla pienamente nel patrimonio di Peschici. Costantino Piemontese lo definisce “strenuo e coraggioso condottiero della battaglia per la salvezza di Kalena dal degrado”. Altri amici e studiosi sottolineano la sua generosità nel donare tempo, conoscenza e passione, lasciando un segno profondo in chi ha avuto modo di confrontarsi con lui.
Alla moglie Carmen, al figlio Giovanni, alla nuora, all’amata nipotina e a tutti i familiari, così come agli amici del Centro Studi “G. Martella”, giunge l’abbraccio commosso di una comunità che oggi si scopre più povera.
Con Enzo D’Amato se ne va un grande studioso e un grande amico del territorio. Resta il suo lavoro, resta il suo esempio, resta la responsabilità, per chi continua la battaglia, di non disperdere la memoria e il sogno di Kalena.



