A cura dell’ingegnere Michelangelo De Meo – Manfredonia.
Un’opera simbolica, capace di unire fede, alta ingegneria e rilancio economico del territorio. È questa la visione che sta alla base del progetto “Il Cristo del Gargano”, una proposta ambiziosa ma concreta, pensata per diventare un nuovo punto di riferimento spirituale e turistico dell’intera Capitanata.
L’opera prevede la realizzazione di una statua di Cristo alta 22 metri, con struttura portante in acciaio, progettata secondo i più avanzati criteri di sicurezza e durabilità. All’interno sarebbe presente un ascensore panoramico trasparente, affiancato da scale a chiocciola di sicurezza, che consentirebbero l’accesso a due balconi circolari panoramici in vetro, offrendo una vista unica sul Gargano.
La collocazione ipotizzata è in area Belvedere – frazione Montagna, a circa 550 metri di quota, in un contesto paesaggistico di straordinario valore.
“I visionari sono coloro che riescono a vedere l’architettura del futuro dove gli altri vedono solo spazi vuoti o ostacoli”. È da questa convinzione che nasce il progetto. La storia insegna che senza il coraggio di osare, i territori restano immobili. E il Gargano, terra ricchissima di bellezze naturali ma spesso povera di opportunità economiche strutturate, ha oggi più che mai bisogno di idee forti.
Esempi simili dimostrano come opere simboliche possano diventare volani turistici straordinari. Dal Cristo Re di Maratea (21 metri), che domina la costa lucana, al Cristo Redentore di Rio de Janeiro, passando per il Cristo della Concordia in Bolivia (40 metri), quello di Świebodzin in Polonia o di Vung Tau in Vietnam. Non si parla di “gigantismi fini a sé stessi”, ma di opere capaci di dialogare con il territorio e di valorizzarlo.
Secondo uno scenario conservativo, il Cristo del Gargano potrebbe attrarre il 5–10% dei visitatori annuali del promontorio, pari a 100.000–200.000 persone l’anno, come nuova attrazione culturale e spirituale complementare al turismo balneare.
In uno scenario ottimistico, se l’opera diventasse un’icona riconosciuta a livello nazionale e internazionale, supportata da strategie di promozione, eventi e itinerari culturali e religiosi, i visitatori potrebbero salire fino a 300.000–500.000 l’anno, intercettando anche flussi di pellegrinaggio.
La realizzazione potrebbe avvenire attraverso una raccolta fondi popolare, basata sulle offerte dei fedeli. Un meccanismo semplice e trasparente: un conto dedicato, l’approvazione delle autorità competenti e una costruzione progressiva, man mano che arrivano le donazioni.
Basterebbe, simbolicamente, un contributo medio di 10 euro a visitatore per generare oltre un milione di euro l’anno, senza considerare le importanti ricadute economiche su ristorazione, accoglienza, servizi e occupazione locale.
Il Cristo del Gargano non sarebbe solo una statua, ma un segno identitario, un luogo di raccoglimento e contemplazione, e al tempo stesso un motore di sviluppo sostenibile.
Perché le grandi opere non nascono dal consenso immediato, ma dalla capacità di immaginare il futuro quando ancora non è visibile. E il Gargano, oggi più che mai, ha bisogno di visione, coraggio e fede.
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