Vicini, spesso vicinissimi, separati da poche centinaia di voti, talvolta anche molti meno di cento: in attesa della proclamazione del governatore Antonio Decaro, l’emiciclo dei cinquanta consiglieri che siederanno in via Gentile per il quinquennio 2025-2030 non è ancora definito e non è detto che tutte le proiezioni di Eligendo, il sistema di calcolo del Ministero dell’Interno, alla fine siano confermate.
Non è un discorso legato esclusivamente alla ripartizione dei seggi in base all’applicazione della legge elettorale con la quale si è votato il 23 e 24 novembre, ma anche al riconteggio che, in alcuni casi, potrebbe riservare sorprese o ribaltamenti delle iniziali proiezioni ufficiose.
Come, per esempio, nella Bat dove solo 37 voti separano il biscegliese Nicola Rutigliano (2972) dal barlettano Ruggiero Marzocca (2935) nella lista Decaro Presidente. Un margine così limitato che potrebbe anche ribaltare la situazione. Situazione molto simile anche nel collegio di Brindisi ma, questa volta in seno all’opposizione: in Fratelli d’Italia risultano infatti eletti l’uscente Luigi Caroli (già sindaco di Ceglie Messapica), inarrivabile con i suoi 9872 voti, e Antonio Scianaro (ex consigliere regionale di An) che ha ottenuto 3984 preferenze. Incollata c’è però la prima dei non eletti ovvero Elena Marrazzi che ha portato a casa 3909 voti: una differenza, dunque, di sole 75 preferenze.
In altre liste e in altre province la forbice si allarga leggermente ma, nella stessa maniera, non è escluso che un eventuale riconteggio possa ridefinire quanto decretato da Eligendo.
Più semplici delle due precedenti, sono alcune situazioni che vedono poche centinaia di voti di differenza: nella lista di Fratelli d’Italia della provincia di Taranto, Giampaolo Vietri è stato eletto con 6238 voti e alle sue spalle c’è Roberta Friolo che ne ha 6006: si tratta di «soli» 232 voti. Nella provincia di Barletta-Andria-Trani, nella lista di Forza Italia, invece, Marcello Lanotte risulta eletto con 6175 preferenze mentre il primo dei non eletti è Giuseppe Tupputi (uscente) che ne ha 5797 così come in quella dj Fratelli d’Italia, Andrea Ferri ha portato a casa 4549 mentre Riccardo Memeo 3992.
Più esigua la differenza, nel collegio di Foggia, nella lista Decaro Presidente: tra Giulio Scapato e Tommaso Sgarro è finita 3929 a 3626. A Taranto, per la Lega, Paolo Scalerà (uscente) ha conseguito 5024 preferenze mentre Gianfranco Chiarelli 4713.
Restano poi da chiarire le perplessità, avanzate da alcuni consiglieri più o meno ufficialmente, sull’applicazione della legge elettorale e sui risultati che ne sono conseguiti. L’ex capogruppo di Con, Alessandro Leoci, candidato in provincia di Brindisi con Avanti Popolari, ha ottenuto 4998 voti: il seggio, per la lista, non è scattato ma lui ha presentato ricorso, con lo scopo di richiamare «l’attenzione su alcune criticità emerse nel procedimento di attribuzione dei seggi, cosi come risultante dai dati pubblicati sul portale ministeriale Eligendo, e mira a sollecitare una verifica puntuale e rigorosa delle operazioni elettorali prima della proclamazione definitiva degli eletti» come si legge in una nota.
I civici vicini all’ex assessore Gianni Stea sostanzialmente rilevano che l’applicazione della legge potrebbe essere addirittura oggetto di un ricorso alla Corte costituzionale, per le possibili limitazioni dei diritti acquisiti con il conseguimento del 4% (soglia che aumenta se il calcolo si fa, come previsto dalla norma pugliese, sui voti presi dai candidati presidenti).
Hanno preso tempo per valutare la situazione l’uscente Lucia Parchitelli (Pd) che, nel collegio di Bari, non risulta eletta benché sia stata votata da più di 23mila persone e la consigliera comunale barese Francesca Bottalico, con 6752 voti per la lista Decaro Presidente. Anche Avs si dice perplesso dai risultati (Nichi Vendola, ex governato e candidato «di punta» non è stato eletto):
Mino Di Lernia, segretario regionale Si, ha dichiarato che sono in corso valutazioni legali, precisando anche che sarebbe necessario un impegno per la modifica della legge elettorale.
Pure Domenico Damasceni, ex consigliere regionale, è il primo dei non eletti nella lista Fdl di Bari: distante dall’eletto Tommaso Scatigna (11961 a 10675) da settimane non chiede il riconteggio ma una diversa applicazione della legge che farebbe scattare il secondo seggio a Bari per i meloniani.
Infine, è indiscrezione di questi giorni che Sergio Blasi, uscente e primo dei non eletti nel collegio di Lecce per il Pd, possa rientrare in via Gentile per una nuova attribuzione dei seggi: il terzo scattato nella Bat (per Gioanni Vurchio) potrebbe saltare per andare, appunto, in Salento.
La partita per i cinquanta eletti di sicuro non finirà con la proclamazione della Corte d’appello, ma avrà tempi supplementari con inevitabili ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato.
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